L'addio a Filippo, vittima innocente

 

Calabria Ora del 29 Ottobre 2012

Migliaia di persone, sono giunte da tutto il comprensorio, ed oltre, per dare l'ultimo saluto a Filippo Ceravolo, colmando all'inverosimile la chiesa di San Domenico di Soriano, per stare vicini, con gli occhi gonfi di lacrime, ad una famiglia distrutta da un'atrocità: la morte di un figlio innocente, caduto sul campo di una guerra che non gli apparteneva.

La bara, bianca, arriva in chiesa con i genitori straziati ed i parenti al seguito, coperta dalla bandiera della squadra del cuore, la Juve, ed accolta da un applauso, mentre, alcuni striscioni ricordavano l'amico gioioso: «Una data, un giorno, 1000 domande, 1000 perché. Sei il nostro angelo». O, ancora: «non chiediamo a Dio perché ti abbia chiamato così presto, ma lo ringraziamo per averci permesso di averti come amico». Questo ed altro dicevano gli striscioni, mentre centinaia di palloncini bianchi venivano fatti volare in aria a dar maggior candore alla già limpida anima di Filippo. Perché è così l'anima di un ragazzo di 19 anni, Filippo, descritto da tutti come buono ed educato. Come dallo stesso parroco, don Pino Sergio, che, rimarcando la responsabilità della società tutta «che non dovrebbe lasciare in mano queste comunità a gente simile», in uno dei passi più intensi della sua predica, rivolto all'esecutore ha detto di non augurarsi, da cristiano, «vendetta, ma, dopo aver rivisto Filippo durante la benedizione di stamattina, che per una notte, chi l'ha ammazzato possa non riuscire a chiudere occhio e che, per ogni attimo in cui le palpebre rimangono aperte, gli si presenti d'avanti il volto di questi genitori, delle sorelle, della fidanzata, dello stesso Filippo, di modo che si possa rendere conto dell'atrocità commessa nell'aver tolto la vita, senza averne diritto, a questo giovane». Le conclusioni ad un invito a chi ha sparato a chiedere perdono a Dio ed ai genitori, incitando, nel contempo, a ripartire da questo sacrificio per un ricongiungimento al Padre come unica ancora di salvezza.
Lacrime a fiumi, confusesi alla pioggia – venuta giù quasi a voler lavare l'onta di un orrore incancellabile – sono sgorgate dagli occhi di tutti quando, nel finale, con la voce rotta dalla commozione sono state lette 2 lettere. La prima per conto della sorella Teresa, "Teta", come la chiamava lui, che ha ricordato il suo rapporto speciale con Filippo, cui era legata da un immenso amore. La seconda per conto degli zii e dei parenti che, in conclusione, hanno raccomandato a Filippo: «ora che sei in cielo e non hai più paura, vai da quei carnefici e fagli capire la brutalità che hanno commesso. Fagli capire che per gli innocenti come te di fronte alla morte vengono solo pensieri positivi, mentre loro moriranno 2 volte, perché ad attenderli ci sarà anche l'inferno. Diglielo, diglielo chiaramente, che Soriano rivuole la sua libertà e la sua pace».
Diglielo Filippo. Riposa in pace e veglia sui tuoi cari.

Valerio Colaci

Ritaglio dell'articolo     Le reazioni

Lock full review www.8betting.co.uk 888 Bookmaker

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua navigazione. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Per saperne di più leggi la Cookie Policy.