Un mese di sofferenza e in attesa della verità

Soriano ancora in lacrime per la scomparsa di Filippo.

Calabria Ora del 25 Novembre 2012

Un mese. Tanto è passato dal brutale assassinio di Filippo Ceravolo, il diciannovenne sorianese caduto per errore sotto una pioggia di pallettoni mentre, a bordo di una Fiat "Punto" - insieme al compaesano Domenico Tassone, cui aveva chiesto un passaggio - faceva ritorno a casa dopo un pomeriggio con la fidanzata Ivana nella vicina Vazzano.

Un mese di lacrime e dolore per un intero territorio che non si è ancora rassegnato ad una morte tanto atroce quanto insensata, toccata ad un ragazzo definito da tutti buono ed educato. Un ragazzo innocente che null'altro aveva in prospettiva se non la progettazione del proprio futuro. Un futuro spezzato in tronco, proprio mentre si stava affacciando alla vita. Un futuro che non diventerà mai tale. Ma che non può neanche restare passato. Perché non si può dimenticare. Perché non può e non deve ripetersi una simile sciagura. Così, d'istinto, già una settimana dopo gli struggenti e partecipati funerali, in una Soriano ancora intontita da quanto accaduto ma pronta a rialzare la testa, un gruppo spontaneo di cittadini organizzò una fiaccolata silenziosa cui accorse gente da tutto il comprensorio e non solo, unendosi al dolore di due genitori, Martino ed Anna, e di una famiglia che lentamente e dignitosamente sta cercando di affrontare una sofferenza immane.
Martino ed Anna, due genitori distrutti che, com'è giusto che sia, cercano di reagire riprendendo a lavorare dietro quella bancarella di dolciumi e prodotti tipici che era diventata la vita di Filippo, pronto, un giorno, a ricevere il testimone dal padre in una professione che amava e per la quale aveva deciso di abbandonare gli studi. Martino ed Anna, un padre ed una madre che si sono trovati, loro malgrado, a vivere la circostanza più innaturale di questo mondo: sopravvivere al loro figlio. Per questo, da quel giorno, gridano con forza il loro desiderio più grande: che venga fatta giustizia. Giustizia, non vendetta, per un angelo volato in cielo prima che le sue ali si fossero formate, prima che il suo viaggio terreno potesse dirsi concluso. Quella stessa giustizia chiesta da tanti altri. Fra tutti dal deputato Franco Laratta che aveva immediatamente sentito il bisogno di recarsi a Soriano per portare la sua solidarietà alla famiglia, rendendosi autore, successivamente, di una interrogazione urgente al ministro dell'Interno per informare dell'argomento il governo ed invitarlo ad una reazione incisiva contro la criminalità, e portando, qualche tempo dopo, il caso in Parlamento.
Oggi, ad un mese esatto dalla morte di Filippo, accanto ad un dolore pesante da metabolizzare, rimane la speranza che tale principio, la giustizia, non rimanga lettera morta. Una speranza alimentata dalla parole pronunciate giusto il 5 novembre dal Procuratore della Repubblica e capo della Dda di Catanzaro, Vincenzo Antonio Lombardo: «Un ragazzo ucciso per un errore dimostra quanto gli uomini della criminalità organizzata siano spietati. Stiamo ricostruendo ciò che è accaduto e pensiamo di poter dare la giusta risposta giudiziaria a questo fatto di sangue che tanto ha scosso l'opinione pubblica». È ciò che sperano Martino ed Anna. È ciò che sperano Soriano ed un intero comprensorio.

Valerio Colaci

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