Prove di unione per Arena e Dasà

E intanto il sindaco di Acquaro declina l'invito e volge lo sguardo a Dinami.

Calabria Ora del 12 Dicembre 2012

Ha avuto il suo primo effetto la proposta lanciata nei giorni scorsi da Giuseppe Corrado, il primo cittadino di Dasà che aveva rivolto un appello ai sui colleghi di Arena ed Acquaro affinché si giungesse all'unione dei tre comuni.

Questo pomeriggio, infatti, è prevista nel centro normanno amministrato da Nino Schinella una riunione tecnica tra lo stesso primo cittadino di Arena ed il suo omologo di Dasà, al fine di vagliare i pro ed i contro che si presenterebbero percorrendo la strada dell'unione tra gli enti, giudicata da Corrado una via per dare un po' di respiro a dei centri che si stanno dissanguando dal punto di vista demografico, con un trend in costante ribasso alla cui inversione gli effetti della spending review, con il taglio di sempre maggiori servizi ai cittadini, non danno certo una mano. Basti pensare che, guardando ai dati Istat, nei primi 5 mesi del 2012 i tre centri di Dasà, Arena ed Acquaro perdono rispettivamente 12, 28 e 17 abitanti, con l'ultimo dei tre paesi, il più grosso, che, per la prima volta dagli inizi del '900, scende sotto la soglia dei 2600 abitanti. E, a quanto è dato sapere, proprio il sindaco di questo ultimo comune pare abbia declinato l'invito alla riunione di stasera, riconoscendo la positività del progetto, che, però, va maggiormente studiato, ragion per cui, per il momento preferisce guardare all'accorpamento dei servizi con Dinami. E ciò anche se, in base a quanto dichiarato da Corrado, secondo la legge per l'accorpamento dei servizi occorrerebbero almeno 7000 abitanti ed i due centri insieme raggiungono quota 5041. Inoltre, se non si ricorda male, qualche anno addietro era stato proprio il sindaco di Acquaro, con un lungo articolo intervista comparso sulla stampa locale a lanciare l'idea dell'unione tra i comuni dell'entroterra come ingrediente di una ricetta per il loro rilancio, stimolando anche apprezzamenti e commenti in positivo. Avrà avuto le sue buone ragioni per cambiare idea e pensare di agire con cautela.
Tornando all'appello fatto da Corrado - che pare aver avuto l'avallo del giovane Schinella - la notizia di esso, diffusasi sui social network, ha suscitato diverse reazioni, per lo più in senso positivo, giudicando l'unione come una proposta sensata in grado di dare una speranza ed un futuro a dei piccoli centri che, con un moto sempre più accelerato ed evidente, stanno morendo, anche se non sono mancati alcuni commenti di carattere scettico, cha vanno dalla constatazione del fatto che poi ognuno dei diversi enti tenderebbe a tirare l'acqua al proprio mulino, lasciando a secco gli altri, al mettere in evidenza che tali proposte suscitano e risvegliano campanilismi, e, forse, vecchi livori non ancora completamente sopiti. Qualunque sia l'idea sull'argomento, occorre prendere in considerazione il fatto che, soprattutto con questo andazzo che vede realizzarsi tagli alla spesa un po' dappertutto, l'unione tra i piccoli comuni potrebbe essere presto imposta per legge. Sarebbe, o no, segno di una buona amministrazione che pensa al bene del territorio realizzarla in forma volontaria e spontanea? Alla riunione di questo pomeriggio l'ardua sentenza.

Valerio Colaci

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