Bartone invita la Regione a finanziare il progetto "Mesima 2"

 

Calabria Ora del 5 Marzo 2013

Si è svolta, nei giorni scorsi al comune di Soriano, la conferenza dei sindaci del consorzio di depurazione "Mesima 2", avente come capofila la cittadina domenicana e comprendente altri 9 centri (Acquaro, Arena, Dasà, Dinami, Gerocarne, Pizzoni, Sorianello, Vallelonga e Vazzano), il cui obiettivo è quello di portare a compimento la realizzazione di alcune opere infrastrutturali per l'ottimizzazione e la gestione della depurazione nel territorio di riferimento.

Nell'incontro, presieduto dal sindaco Francesco Bartone, si è cercato di fare il punto della situazione, alla luce del fatto che il progetto presentato - che prevede una spesa di 11 milioni di euro per assicurare il funzionamento a regime - non sarebbe stato finanziato dalla Regione per mancanza di fondi, a differenza di altri progetti come quello del "Mesima 1", comprendente altri i comuni. In questa prospettiva, Bartone, coadiuvato da tecnici, ha esposto il quadro della situazione, mettendo in evidenza tutta una serie di criticità presenti attualmente nel comprensorio: assenza del trattamento depurativo in alcuni comuni o frazioni; precarie condizioni di funzionamento degli impianti a servizio di alcuni centri; criticità dovute alla piovosità che a volte fa si che le acque nere si mischino con quelle meteoriche.
Per ciò che riguarda il progetto presentato, poi, Bartone ne ha dato dettagliata spiegazione e, nello specifico, esso «individua un nuovo impianto di depurazione consortile tra i comuni di Pizzoni e Vazzano, fino alla potenzialità di 4000 abitanti equivalenti; la realizzazione di due impianti di depurazione da ubicare a Sant'Angelo di Gerocarne e a Dinami; adeguamento funzionale dell'impianto nel comune di Vallelonga; realizzazione di un nuovo impianto consortile che serva i comuni di Soriano e Sorianello ed un altro per quelli di Acquaro, Dasà e Arena». Oltre a ciò «saranno realizzati nuovi collettori, alcune stazioni di sollevamento nelle zone in cui non è possibile intervenire realizzando reti fognanti a gravità, tutte le nuove condotte e/o scolmatori di piena per l'allontanamento delle portate reflue eccedenti 5 volte la portata media di potenzialità degli impianti depurativi ». Questo, nella logica di un sistema depurativo efficiente, con l'appello di Bartone alla Regione, cui viene passata «la palla affinché non trascuri questo importante territorio del vibonese » anche perché, si chiede e chiede giustamente «che senso avrebbe l'infrastruttura depurativa già prevista nel territorio a destra del Mesima, se la riva sinistra risulta lacunosa e, dunque, paradossalmente da una riva del fiume saranno immesse acque depurate e dall'altra acque inquinate ed il fiume, poi, va a finire in mare?».

Valerio Colaci

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