Quell'antenna della "discordia"

Acquaro, prosegue il braccio di ferro tra il Comune e la Ericsson.

Calabria Ora del 6 Marzo 2013

Che avrebbe potuto rappresentare un gatta difficile da pelare se n'era accorta, probabilmente, l'amministrazione comunale di Acquaro, guidata dal sindaco Giuseppe Barilaro. Altrimenti non avrebbe cercato di tornare rocambolescamente sui propri passi, revocando una autorizzazione edilizia precedentemente concessa per la costruzione di un impianto per rete Umts - stazione radio base - su un'area di proprietà di un consigliere comunale, prospiciente all'abitato.

Nulla di strano che il progresso vada avanti. Se non fosse che, al di là di quella normativa, non vi è alcuna certezza scientifica che tali installazioni siano completamente prive di effetti sulla salute. Ciò che, partendo da alcuni confinanti dell'area in questione, ha cominciato ad allarmare anche altri cittadini, determinando il dietrofront dell'amministrazione che, però, oggi sembra giunto ad un semi - epilogo che non promette niente di buono e che ha spinto il locale Pd ad una serie di azioni per avere maggiori delucidazioni e giungere, se è il caso, alla costituzione di un comitato civico anti antenna. Ma, procediamo con ordine.
Con provvedimento 2 del 19/10/2011, l'ufficio tecnico concede l'autorizzazione alla "Ericsson Telecomunicazioni Spa" per la realizzazione del suddetto impianto, subordinandone l'attivazione al rilascio dell'attestazione Arpacal sulla conformità del progetto alle previsioni di legge. Il 14 febbraio iniziano i lavori, ma al comune, cui evidentemente nel frattempo arrivano le lamentele, ci si accorge che manca la predetta autorizzazione di conformità e, a marzo, si revoca l'autorizzazione senza, però, darne comunicazione alla società, la quale, a sua volta, ricorre al Tar ed ottiene la revoca della revoca. A luglio, poi, sempre l'ufficio tecnico, ritenendo di dover riesaminare la legittimità dell'autorizzazione di ottobre («per la possibile sussistenza di ragioni ostative ulteriori alla realizzazione dell'impianto»), la sospende per 60 giorni, stavolta comunicandolo alla "Ericsson". Ciò, anche in considerazione che si stava preparando un regolamento in materia, poi approvato ad agosto (con la previsione, visto che si tratterebbe di opere di urbanizzazione primaria cui non ci si può opporre, dell'area circostante il cimitero ove ubicare le antenne). I passi successivi sono la determina 107 del 19/12/2012 (dichiarazione di decadenza dell'autorizzazione) e l'ordinanza 1 del 7/01/2013 (ordine di rimozione, entro trenta giorni, dell'antenna e delle opere connesse, nel frattempo realizzate, secondo quanto specificato dalla stessa ordinanza, dopo l'emanazione della precedente determina di decadenza). La storia prosegue con un nuovo ricorso della "Ericsson" al Tar per l'annullamento dell'ordinanza del 7 gennaio, previa sospensiva della stessa sino alla pronuncia. Ed eccoci al semi epilogo di cui si diceva. È di questi giorni, infatti, (ordinanza 173 del 22 febbraio), la notizia secondo cui il Tar, considerati «fondati i motivi del ricorso, in quanto la potestà regolamentare dei comuni in ordine all'introduzione di criteri localizzativi per l'installazione degli impianti di telefonia mobile non può essere esercitata nei confronti di impianti esistenti e realizzati sulla base di validi titoli permissivi» accoglie la sospensiva, fissando l'udienza per l'eventuale annullamento al prossimo 13 dicembre.
Ebbene, può non voler dire nulla, ma se il buon tempo si vede dal mattino è sufficiente per giustificare l'allarme dei cittadini. Come andrà a finire? Non rimane che attendere.

Valerio Colaci

Dettaglio del ricorso     Ritaglio dell'articolo

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