Il vento soffia forte e provoca danni in diversi comuni

Tragedia sfiorata a Melicuccà di Dinami. Ad Acquaro scoperchiato un tetto. Scuole chiuse per tre giorni a Dasà.

Calabria Ora del 7 Marzo 2013

È da ritenersi un vero e proprio miracolo che il forte vento imperversato nella notte tra martedì e mercoledì non abbia provocato vittime nell'Alto Mesima. Tanti e di tale portata sono stati, infatti, i danni da ritenere, comunque, una fortuna che sia andata così.

D'altronde, Prefettura e Prociv avevano chiaramente messo in guardia i comuni, inviando un'allerta di 24-36 ore per il forte vento abbattutosi in alcune zone della regione.
Per quanto riguarda i centri colpiti, ad Acquaro, ad esempio, due sono state le abitazioni parzialmente scoperchiate. In un caso, l'ira di Eolo si è accanita su una casa privata sita in via provinciale, prelevando dal tetto come fossero fogli di carta alcune lastre di eternit, scaraventandole violentemente come pericolosissimi proiettili impazziti sulla strada sottostante e danneggiando il parabrezza di un'autovettura, senza, per grazia di Dio, provocare feriti. Molto più spaventosa, invece, la scena in via Padre Idà, dove, intorno alle tre del mattino il vento ha quasi completamente scoperchiato il tetto della casa dell'ex sindaco Mario Crupi. Spaventosa, si diceva, la scena, poiché in tal caso ad essere divelte sono state delle pesantissime lastre di coibentato, correlate dalle relative travi di intelaiatura, andati a finire sui tetti delle case vicine e nello spiazzale d'avanti l'abitazione, tranciando di netto i cavi di luce e telefono e richiedendo l'intervento dei vigili del fuoco. Non si osa neppure immaginare cosa sarebbe successo se il fatto fosse avvenuto qualche ora prima o se in quel momento si fosse trovato a passare da lì qualcuno.
E, l'intervento dei vigili si è reso necessario anche a Dasà, dove, nei pressi del cimitero, sempre a causa del vento, alcuni cavi dell'alta tensione sono venuti a contatto tra loro provocando un corto circuito ed un principio d'incendio e lasciando le abitazioni circostanti senza corrente elettrica. Sempre a Dasà, poi, l'amministrazione comunale guidata da Peppe Corrado ha dovuto emanare un'ordinanza urgente di chiusura delle scuole per i giorni dal 6 al 9, per via dei danni al tetto dell'edificio che le ospita.
Ad Arena, invece, il vento ha solo, si fa per dire, sradicato un grosso ulivo adagiandolo sulla strada provinciale e rendendo difficoltosa la circolazione dei mezzi.
Ma, il vero miracolo si è avuto a Dinami, dove una famiglia può dirsi rinata martedì scorso. Qui, all'imbocco della strada che conduce alla frazione Monsoreto, un grosso esemplare di Pino Marino, dal tronco di alcuni metri di diametro, è stato divelto dal terreno ed è precipitato, facendo un salto di una decina di metri, su una casa abitata che si trovava a valle di esso. All'interno si trovava una coppia che, solo per divina provvidenza, si è salvata. Il grosso vegetale, infatti, - per il taglio del quale, vista l'evidente pericolosità, pare vi fosse una diffida nei confronti del proprietario del terreno su cui era piantato - è piombato violentemente sull'abitazione, distruggendo completamente la camera accanto a quella in cui i due sposi dormivano; camera dove, normalmente, dormiva il figlio della coppia, al momento, per fortuna, fuori sede per lavoro. Ingenti i danni, che hanno richiesto un laborioso intervento dei Vigili del fuoco e dei Carabinieri della locale stazione, e inimmaginabile lo spavento che, per buona sorte, i malcapitati possono raccontare.
Finalmente, nel pomeriggio di ieri Eolo si è placato. Solo allora si è potuto tirare un sospiro di sollievo.

Valerio Colaci

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