Acquaro, ingarbugliato iter per l'antenna della telefonia

Le perplessità dei democrat e le accuse al Comune.

Calabria Ora del 26 Marzo 2013

Una «imbrogliata matassa». Questo, secondo gli esponenti del Pd acquarese che domenica hanno affisso dei manifesti per il paese, è la vicenda legata all'installazione, in prossimità dell'abitato, di un'antenna per telefonia mobile, di cui vi avevamo già parlato e per la quale l'amministrazione Barilaro, tramite l'ufficio tecnico, ha prima concesso e poi revocato il permesso.

Ed è contro l'amministrazione comunale - rea di definirsi «trasparente», quando, in realtà «predica bene e razzola male su tante cose di interesse pubblico» - che i democrat puntano il dito, allorquando, tra le cose d'interesse pubblico «ce n'è una che volutamente e per motivi misteriosi si sta cercando di far passare sotto silenzio». Si tratta dell'installazione dell'antenna (stazione radio base), a parer degli scriventi «ad alta emissione di onde elettromagnetiche pericolose per la salute e l'ambiente». Da questa convinzione scaturisce una prima domanda, ossia: «Perché un tale impianto, in passato rifiutato anche da privati cittadini, cui pure erano stati offerti ottimi indennizzi, è stato ora autorizzato dal Comune?». Da questa, una seconda: «Quali interessi o favoritismi ci sono dietro?». Indi, la ricostruzione dell'iter, che ha visto, «in data 19 ottobre 2011, la concessione dell'autorizzazione», in seguito, «senza capire bene per quale motivo», revocata, cosa che ha spinto la "Ericsson spa" a ricorrere al Tar. «Come mai?» si chiedono, e chiedono «qualcuno ha protestato o l'amministrazione si è resa conto che tale impianto comporta rischi per la cittadinanza?». E, in attesa di una risposta «sta di fatto che la "Ericsson" realizza l'impianto, l'amministrazione, con l'ordinanza 1 del 07/01/2013, ne ordina la rimozione e la società ricorre di nuovo al Tar, che, il 21 febbraio concede la sospensiva », tradotto, «quasi certamente l'impianto, già in funzione, resterà e noi dovremo convivere con l'inquinamento elettromagnetico». Constatato ciò, si passa ai rischi che si possono correre per la salute, rischi che «secondo la tendenza prevalente, fatta propria per la bisogna anche dall'amministrazione comunale, (determina numero 70 del 20/07/2012), l'impianto comporta un certo rischio d'inquinamento elettromagnetico, quindi, un potenziale pericolo per i cittadini», ma, in realtà «non si tratta di un "certo rischio", perché l'Oms, recentemente, ha classificato le radiofrequenze dei campi elettromagnetici come "possibili cancerogeni per l'uomo", consigliando, nell'attesa di studi più approfonditi, di applicare il cosiddetto "principio di precauzione"», anche in considerazione del fatto che «essendo l'impianto localizzato vicino all'edificio che ospita le scuole, saranno, i nostri bambini, al riparo dagli effetti nocivi?». In conclusione, l'invito ai cittadini a chiedere «conto di quanto sta avvenendo alle vostre spalle», fermo restando che «noi seguiremo "l'imbrogliata matassa" con la dovuta attenzione e nell'interesse di tutti e non solo di qualcuno».

Valerio Colaci

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