Roghi e bottiglie incendiarie, continuano le intimidazioni

Dalla macelleria di Acquaro al villaggio turistico, minacce e paura.

Calabria Ora del 23 Aprile 2013

Continuano gli atti intimidatori a danno di imprese ed esercizi commerciali del vibonese. L'ultimo, in ordine di tempo, si è registrato ad Acquaro dove ignoti, nella notte tra domenica e lunedì, hanno posto una bottiglia incendiaria accanto alla saracinesca di una macelleria.

La bottiglia è stata avvistata da un passante che ha subito avvertito un vigile urbano. Questi, a sua volta, ha segnalato il fatto ai carabinieri della stazione di Arena, guidati dal maresciallo Giovanni Bonaccorso.
La macelleria "Valentina", di proprietà di F.S. 44 anni, si trova in via Provinciale. Qui sono subito arrivati i militari di Arena, coordinati dalla compagnia di Serra San Bruno, al comando del capitano Stefano Esposito Vangone, i quali hanno verificato che il liquido contenuto nella bottiglia di plastica era dell'olio esausto di natura infiammabile. In cima alla bottiglia, poi, c'era una rudimentale miccia fatta con dello spago. Sul posto sono intervenuti anche gli artificieri di Vibo che hanno appurato la natura dell'"ordigno", successivamente posto sotto sequestro. Nessuna ipotesi su chi potrebbe aver messo la bottiglia davanti alla macelleria. Nella zona non vi sono sistemi di videosorveglianza in grado di registrare passaggi sospetti. I carabinieri, nel corso della mattinata hanno transennato piazza Marconi, adiacente a via Proviciale per poter agevolare le indagini. Al momento, però, esecutori e ragioni del gesto restano ignoti.
La naturale ipotesi è che la bottiglia incendiaria sia stata messa a scopo intimidatorio. Un segnale "preventivo" e volutamente innocuo che prepari i destinatari a future richieste estorsive o di altra natura. Un paio di notti fa, inoltre, nei pressi di località "Formicoli", nel comune di Ricadi, sono stati dati alle fiamme un escavatore e gli uffici della direzione di un villaggio turistico. Due incendi nella stessa zona ma diretti contro due differenti destinatari, ossia i gestori della struttura turistica e il proprietario dell'escavatore. Dalla bottiglia incendiaria al fuoco vero e proprio, simbolo di distruzione di quanto costruito. Segno della precarietà di un bene, di un lavoro, di una vita.
Fino al fuoco delle pistole. Come quello esploso, qualche giorno fa nel cantiere della cooperativa edile "Cooper Poro" di Rombiolo. Sul cantiere, nel comune di Filandari, in cui la ditta stava facendo dei lavori di sbancamento, è sbucato da un sentiero un uomo col volto nascosto e ha sparato cinque colpi di revolver contro un camion della cooperativa. In tutti questi atti c'è un unico filo conduttore, un unico messaggio comune: seminare paura.

 

Valerio Colaci
Alessia Truzzolillo

Ritaglio dell'articolo

Lock full review www.8betting.co.uk 888 Bookmaker

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua navigazione. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Per saperne di più leggi la Cookie Policy.