Volevano far saltare il locale

Rinvenuto del liquido infiammabile di fronte alla macelleria "Valentina". La condanna del sindaco Barilaro.

Il Quotidiano del 23 Aprile 2013

È senz'altro un inequivocabile messaggio intimidatorio quello sottinteso al ritrovamento di una bottiglia, contenente del liquido e con tanto di miccia, davanti alla macelleria "Valentina" di proprietà di S. F. originario di Dasà che si occupa della vendita di carni all'ingrosso e al dettaglio. Un messaggio inquietante che nella lingua del mondo criminale ha un solo significato: se non paghi ti bruciamo l'attività.

L'episodio si è verificato lungo la Via Pasquale Stramandinoli a pochi metri della centralissima Piazza Marconi che in poco tempo si è riempita di gente curiosa ma anche impaurita per l'intimidazione nei confronti di una persona conosciuta e tranquilla. Ad accorgersi, nella mattinata di ieri intorno alle 8, della strana bottiglia nera posizionata a lato della saracinesca della macelleria è stato un abitante della zona che insospettitosi ha richiamato l'attenzione del vigile urbano che in quel momento si trovava nei pressi della piazza.
Lo stesso, dopo aver verificato di persona quanto gli era stato riferito, non ha esitato un attimo per allertare i carabinieri della Stazione di Arena nonché quelli della Compagnia di Serra San Bruno che, in un batter d'occhio, sotto le direttive del capitano Stefano Esposito Vangone sono giunti sul posto. Tempestivamente è stata transennata tutta la zona facendo uscire dalle vicine abitazioni anche i residenti in attesa dell'arrivo degli uomini del Nucleo Operativo e del Gruppo Artificieri di Vibo Valentia che, dopo i dovuti accertamenti, hanno prelevato la bottiglia per ulteriori analisi di laboratorio. Secondo quando appreso, pare che all'interno della bottiglia vi era del liquido oleoso, ma saranno senz'altro i successivi accertamenti a fare luce sull'effettiva sostanza e sulla pericolosità della bottiglia intimidatoria. Lo strano rinvenimento, rimane un gesto che al momento non si saprebbe classificare, ma che comunque rappresenta un chiaro segnale di innalzamento della tensione in paese. Intanto, come da prassi, gli uomini della Benemerita hanno raccolto le testimonianze di chi ha ritrovato la bottiglia e del titolare dell'attività, per cercare di capire se dietro all'intimidazione ci siano state richieste estorsive o meno.
In ogni caso le indagini che sono state subito avviate mirano a poter risalire agli autori del vile atto intimidatorio che ancora una volta risulta un piccolo imprenditore. Attestati di solidarietà sono stati espressi al titolare della macelleria da diversi cittadini acquaresi nonché dal primo cittadino Giuseppe Barilaro che definisce l'episodio «un fatto increscioso che turba non solo il proprietario ma tutta la comunità. Speriamo - ha inoltre aggiunto - che in un momento di crisi come questo, le culture e le coscienze possano davvero concentrare le loro forze soprattutto sul riscatto sociale prima che economico, l'unico in grado di risollevarci».

Giuseppe Parrucci

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