Parte la petizione popolare del "Comitato no antenna"

Acquaro, formalizzata la costituzione del sodalizio.

Calabria Ora del 23 Aprile 2013

Come annunciato tempo addietro, a seguito dell'installazione di un'antenna di telefonia mobile si è costituito ad Acquaro il comitato civico cittadino "No Srb (stazione radio base)", finalizzato a intraprendere qualsiasi iniziativa utile contro un'installazione considerata dannosa per la salute umana, anche in virtù del fatto che la stessa antenna è stata collocata in prossimità del centro abitato e, soprattutto, dell'edificio che ospita le scuole elementare e materna, da cui, secondo una simulazione grafica effettuata, dista appena 50 metri scarsi (112 dal centro cittadino e 131 dalla scuola media).

Quanto basta, tenendo conto della nocività che sarebbe stata accertata da alcuni studi scientifici e dall'Oms, per far scattare l'allarme e indurre alla mobilitazione spontanea volta alla tutela della salute pubblica, attraverso il comitato civico.
Una vicenda controversa, quella dell'antenna sistemata ad Acquaro, per la quale l'ufficio tecnico comunale ha prima concesso e subito dopo revocato il permesso edilizio, determinando un primo ricorso al Tar da parte della società "Ericsson Spa", proprietaria dell'impianto, che ottiene la revoca della revoca. Successivamente l'ufficio tecnico sospende l'autorizzazione per 60 giorni, il tempo necessario per riesaminarla e predisporre un regolamento in materia, per stabilire un luogo ritenuto idoneo a tali installazioni, individuato nell'area circostante il cimitero. Area, a dire il vero, non molto distante dalla precedente. Comunque, tornando al controverso iter, nel mese di dicembre 2012 l'Utc dichiara decaduta l'autorizzazione concessa 14 mesi prima e, a gennaio, ordina la rimozione, entro 30 giorni, delle opere nel frattempo già realizzate, inducendo nuovamente la "Ericsson" ad adire al Tar che, con ordinanza del 22 febbraio, rinviando l'udienza per l'eventuale annullamento dell'ordinanza di rimozione al dicembre prossimo, accoglie la sospensiva della stessa, in quanto, in sostanza, il regolamento comunale non può essere valido nei confronti di opere già esistenti. Sembrerebbe un anticipo della vittoria della "Ericsson".
A questo punto, non si sa bene se e quale peso potrà avere il comitato spontaneo, nei cui propositi, però, vi è la ferma volontà di non lasciare nulla d'intentato, «agendo attraverso campagne di sensibilizzazione dell'opinione pubblica e di tutti gli organi istituzionali che abbiano il potere di intervenire in maniera diretta od indiretta per garantire la tutela al diritto alla salute dei cittadini». Il primo atto è andato in scena già domenica scorsa, con l'avvio di una raccolta firme che continuerà nei prossimi giorni e si preannuncia fruttifera.

Valerio Colaci

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