Soriano, il commosso ricordo del giovane Filippo Ceravolo

Chiesa gremita nel giorno in cui avrebbe compiuto vent'anni.

Calabria Ora del 6 Maggio 2013

Così com'era accaduto a fine ottobre scorso, giorno dei funerali, a fatica il santuario di San Domenico di Soriano è riuscito a contenere la fiumana di gente accorsa sabato scorso anche dai centri vicini per partecipare alla messa voluta dai familiari e officiata da padre Remigio Romano nella ricorrenza del ventesimo compleanno di Filippo Ceravolo, quello che il giovane sorianese non ha potuto festeggiare perché qualcuno, ancora ignoto, con la complicità del buio della notte, di una mentalità bandita anche nella giungla e di una crudeltà fuori dal normale, sbagliando bersaglio ne ha interrotto il viaggio terreno.

Una vita, quella di Filippo, spezzata nel fiore dell'età senza un motivo, ammesso che una morte violenta ne possa avere uno, che possa dar pace ad una famiglia toccata nel profondo intimo e lacerata da un dolore che solo il poter ricevere al più presto giustizia, con la cattura degli esecutori, può almeno mitigare. Ed è stato anche questo il senso della manifestazione di sabato, voluta dai Ceravolo per mantenere vivo il ricordo e sollecitare gli inquirenti a fare presto, per evitare che fatti del genere abbiano a ripetersi. Così, nella giornata del ricordo, chi ha conosciuto Filippo Ceravolo ha dato il proprio contributo, rammentandone la figura, la laboriosità, la gioia di vivere, e le sue grandi passioni: quella per il calcio e per la squadra del cuore, la Juventus, della quale era tifoso sfegatato.
Laborioso, Filippo, che ogni mattina si alzava presto per aiutare il padre nel lavoro di venditore ambulante di dolciumi in giro per i mercati e le fiere della Calabria, dove la famiglia Ceravolo era conosciuta e stimata come a Soriano. Perché non può essere altrimenti per una famiglia ritenuta per bene. Non può essere altrimenti per un ragazzo ben voluto da tutti e che tutti, stringendosi attorno ai suoi cari, hanno pianto e piangono ancora. Lo ha rammentato padre Remigio, che ha voluto sottolineare l'importanza di tenere viva la fede in Dio, unico rimedio ed ancora di salvezza per superare l'oscurità dei momenti più difficili. Lo hanno rammentato alcuni amici, che hanno ricordato il Filippo amante del pallone e della vita. Lo hanno rammentato i familiari. Papà Martino, che da quel maledetto 25 ottobre non si da pace pensando che chi gli ha portato via il suo Pippo è ancora a piede libero. E da quel giorno grida verità e giustizia e, rivolto più volte agli assassini, ha loro chiaramente ribadito la ferma volontà di combattere affinchè possano essere assicurati alla legge.
Alla fine della celebrazione i tanti intervenuti si sono recati in corteo, tra file di striscioni affissi per Filippo nelle principali vie della cittadina, alla tomba del giovane, dove si sono intrattenuti in preghiera insieme alla famiglia, cui il calore dimostrato diviene necessario a mitigare una sofferenza divenuta ormai congenita, la panacea per la quale non può essere che una: avere al più presto verità e giustizia.

Valerio Colaci

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