Intitolate diciassette strade alle vittime della 'ndrangheta

Incontri, testimonianze e musica nel weekend organizzato da Libera.

Gazzetta del Sud del 20 Maggio 2013

«Lotta alla mafia vuoi dire lotta alla povertà, all'analfabetismo e sostegno alle famiglie». Il monito è di don Luigi Ciotti, fondatore e presidente dell'associazione "Libera" impegnata a diffondere la cultura della legalità, ieri mattina nella celebrazione della messa in occasione dei due giorni dedicati alle vittime innocenti della 'ndrangheta.

L'iniziativa, organizzata in collaborazione con il Comune guidato da Gianluca Cuda, ha previsto l'inaugurazione di 17 nuove vie intitolate ad altrettanti caduti per mano della criminalità calabrese. «Queste strade ha proseguito il prete veneto costretto a vivere da diversi anni sotto scorta - graffieranno le nostre coscienze, terranno vivo il ricordo e la consapevolezza che tutti dobbiamo impegnarci per una nuova Pentecoste».
Delle stesso tenore il prefetto di Catanzaro Antonino Reppucci: «Se non c'è un'attenzione economica-sociale, la mafia avrà sempre terreno fertile. Non passi il messaggio che vivere onestamente non paghi. Ci vuole più senso di responsabilità e meno apatia, altrimenti non si va da nessuna parte». Un percorso ideale per contribuire a sconfiggere i «30 clan provinciali - ha detto il prefetto - che si muovono come bestie accanto ad una mafia in giacca e cravatta. Le ultime operazioni giudiziarie indicano che siamo sulla strada giusta. Si vedono germogli positivi». Interventi applauditissimi da un numeroso pubblico, tra cui seduti in prima fila Pietro Fazio (sindaco di Feroleto Antico), Gregorio Guzzo (Miglierina), Michele Rizzo (Platania), Felice Molinaro (Serrastretta), Maria Antonietta Sacco (assessore di Carlopoli), Angela Napoli (ex presidente della Commissione parlamentare antimafia), Vincenzo Ciconte (consigliere regionale), Fabio Vincelli (capitano della compagnia lametina) ed i tanti responsabili delle associazioni di categoria e volontariato.
Sul palco, a conclusione degli interventi e della Messa officiata insieme al parroco del paese don Tommaso Buccafurni, a ritirare una targa ricordo sono saliti a turno i parenti di Giovanni Ventra, Francesco Ferlaino, Rocco Gatto, Donald Mackay, Carmelo Di Giorgio e Primo Perdoncini, Bruno Vinci, Giuseppe Valarioti, Giovanni Losardo, Bruno Caccia, Sergio Cosmai, Giovanni Mileto, Antonio Raffaele Talarico, Francesco Tramante e Pasquale Cristiano, Salvatore Aversa e Lucia Precenzano, Giuseppe Marino, Giuseppe Maria Biccheri e Mariangela Ansatone, Gianluca Congiusta, vittime innocenti di 'ndrangheta ai quali il Comune ha intestato le vie.
Tutti ricordati nella giornata inaugurale della manifestazione, sabato scorso, in due distinti momenti: dapprima con le testimonianze dei parenti e successivamente in una tavola rotonda a cui hanno preso parte anche l'imprenditore lametino Rocco Mangiardi e l'impresario reggino Tiberio Bentivoglio, i quali hanno denunciato i propri aguzzini e vivono da tempo sotto scorta. Diverse le storie (molto spesso crude), le riflessioni e, soprattutto, le denunce sollevate. I familiari dei netturbini di Lamezia Francesco Tramante e Pasquale Cristiano (assassinati sul lavoro il 24/05/91), hanno invocato in coro «l'apertura del caso poiché c'è la deposizione di un nuovo pentito». I figli della guardia giurata Antonio Raffaele Talarico, nato a Sambiase ed ucciso nel 1988 da un commando dedito al racket delle estorsioni nel cantiere edile a cui prestava servizio da oltre 20 anni, hanno trovato giustizia soltanto da un paio di anni a seguito delle rivelazioni di un pentito.
«Bisogna - ha dichiarato il primo cittadino di Pianopoli Cuda impegnarsi ad innalzare una cultura nuova, che fortifichi il giusto e condanni il male». Da qui una proposta: «È mia intenzione avviare una petizione contro la produzione di alcuni film , come "Il capo dei capi" o "Il clan dei camorristi", che anziché esaltare il lavoro delle forze dell'ordine e della magistratura lanciano messaggi romantici sui criminali, facendo presa sulle giovani generazioni».
Il programma della due giorni denominata "Le vie per non dimenticare", che ha dato accoglienza su corso Roma agli stand di "Libera" dei prodotti tipici coltivati nelle terre confiscate alla 'ndrangheta, ha avuto anche momenti di formazione intellettuale e spettacolo. Sabato sono stati presentati alcuni libri sulla mafia alla presenza degli autori e del giornalista Toni Mira di "Avvenire" che ha moderato i lavori. A conclusione si è esibita la band "Kento & Mad Simon from Kalafro".

 

Agostino Perri

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