La storia di un soldato disperso durante la Grande Guerra e dichiarato morto nel 1938

Raccontata da Montagnese.

Il Quotidiano del 24 Maggio 2013

Una sentenza del Tribunale di Vibo Valentia lo dichiarò morto. Era il 16 marzo del 1938. Una data che sanciva una volta per sempre la fine di una vicenda simile a quella di tanti altri dichiarati dispersi e che erano partiti per il fronte al tempo della Prima Guerra Mondiale.

Si chiamava, in questo caso, Bruno Ciancio, nato a Fabrizia ma vissuto nella popolosa frazione Piani di Acquaro, classe 1891, soldato di leva, 2^ categoria, arruolato nel 48.esimo Reggimento Fanteria. Sarebbe morto «in seguito a scheggia di granata austriaca». Così attestò, a suo tempo, il comandante del Reggimento. Adesso, molti anni dopo, un pronipote, Brunello Montagnese incoraggiato dallo zio Damiano Ciancio che ha cercato invano di ricostruire gli ultimi giorni di vita di suo nonno - per un atto di rispetto verso la memoria del sacrificio, come tanti, di una vita umana spezzata per servire la Patria, ha scritto un libro che si intitola "Soldato". Una storia romanzata a sfondo giallo, in cui il suo avo diventa un capitano che guida una missione segreta. La presentazione del libro è avvenuta qualche giorno addietro al Museo Storico Militare Musmi di Catanzaro alla presenza di un folto pubblico, opera appunto dello scrittore esordiente Brunello Montagnese. Ambientato negli ultimi mesi della Grande Guerra, ha come protagonista principale Bruno Ciancio, insignito della Croce al Merito di Guerra.
I relatori della serata oltre all'autore sono stati: lo storico Mario Saccà e lo staff della Casa Editrice Pellegrini nelle persone di Walter Pellegrini, di Antonietta Cozza e di Vittorio Rennis, che ha curato l'editing, nonché Damiano Ciancio. Antonietta Cozza, conduttrice dell'incontro, ha presentato Brunello Montagnese, parlando in particolare della peculiarità del suo stile narrativo, basato «sulla doppia focalizzazione dei personaggi, in un costante rapporto speculare fra i personaggi italiani e quelli austriaci, che porta tutti alla coscientizzazione del fallimento della guerra, come mezzo di risoluzione delle controversie fra le nazioni». Il dottor Pellegrini ha parlato della politica della sua casa editrice, che è molto attenta alla promozione della cultura nella nostra regione ed è ben felice quando può aiutare una giovane promessa ad esprimere il proprio talento. Lo storico Mario Saccà ha messo in evidenza l'attenzione che il giovane autore ha avuto per le formazioni militari calabresi nel contesto della prima guerra mondiale. Dal canto suo Brunello Montagnese nasce a Soriano nel 1990. Diplomato geometra all'Istituto Tecnico per Geometri di Serra San Bruno, in seguito studia Geologia all'Università della Calabria. Ha ricordato che la scelta della grande guerra come sfondo della storia aiuta anche «a far affiorare i valori umani del protagonista, il coraggio e l'attaccamento alla patria, che in un contesto dove questi valori sono spiccano e vengono risaltati maggiormente». Quindi, il libro è anche una storia degli affetti familiari.

 

Nando Scarmozzino

Commenti   

Ely
# Ely 2013-05-25 13:13
Libro fantastico, complimenti all'autore per lo stile e la costruzione del racconto che coinvolge chi legge fino all'ultima pagina.
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