Quando la fede aggrega i giovani

Il campo scuola offre un momento di integrazione sociale e culturale

Calabria Ora del 17 Giugno 2013

Si è concluso nel migliore dei modi, il primo campo scuola interparrocchiale tra i centri di Acquaro, Arena e Dasà. Una settimana intera durante la quale si è respirata aria di spensieratezza con lo sguardo rivolto con speranza al futuro.

Quello delle giovani leve, dalla prima elementare alla seconda media, delle tre parrocchie - rette, rispettivamente, dai sacerdoti Saro Lamari, Pasquale Rosano e Cosma Raso - che hanno preso parte al campo scuola svoltosi al parco di località San Lorenzo, nel comune di Arena, ma nei "sentimenti" dei dasaesi, la cui con- fraternita del Rosario ha dato in uso le strutture per l'iniziativa. L'era glaciale è stato il tema del campo, che rappresenta la fase conclusiva in un più vasto progetto interparrocchiale iniziato a settembre, con lo svolgimento, alternativamente nei vari centri, di un lungo ciclo di incontri di catechesi - preghiera sul credo, nell'anno della fede. Impressionanti, considerato il generale spopolamento, ma, proprio per tale ragione, incoraggianti, i numeri dell'iniziativa, che ha visto impegnate circa 200 persone, tra cui 140 tra bambini e ragazzi, 45 animatori - coordinati da Angela Fruci, della pastorale giovanile diocesana - e una decina di cuoche. Uno spettacolo vedere tanti giovani, speranza e futuro, tutti insieme per delle giornate nella più totale spensieratezza, con intramezzi educativi, spirituali e formativi. Il via alle 9, con l'arrivo al campo delle comitive, chiamate ad un momento di preghiera, prima di iniziare con i lavori di gruppo. Spensieratezza all'apice a metà mattinata, con i balli di gruppo ed i giochi a tema. Un sano movimento, però, necessita di un break rifocillante, cui hanno pensato le cuoche, nel frattempo impegnate a preparare succulenti banchetti. Appesantiti? No problem. Ha fatto da "Brioschi" un'ora di completa libertà, durante cui i bimbi, controllati a vista dagli animatori, hanno dato sfogo alla loro vivacità, prima di venire assorti nelle attività di laboratorio (lavori in argilla, gesso, pasta di sale e quant'altro stimolasse creatività e fantasia) e nella preghiera di chiusura serata. Ottima, nonostante le evidenti difficoltà nel gestire cotanta gioventù, la riuscita dell'iniziativa che ha unito le tre comunità. A chiusura, sabato, una partecipata marcia dell'amicizia ha condotto tutti sul sagrato della chiesa di Dasà, dove i parroci delle comunità hanno celebrato una messa di ringraziamento all'aperto, prima del grande banchetto e dalla festa finali. E, vista la riuscita, da settembre si replica. Chissà che non possa essere da preludio per unioni in altri campi.

Valerio Colaci

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