Il sindaco Barilaro riceve "No Srb" per l'antenna "della discordia"

 

Calabria Ora del 21 Giugno 2013

È stato il secondo incontro, quello di martedì scorso, tra i componenti del comitato "No Srb", sorto per sensibilizzare l'opinione pubblica e intraprendere azioni contro una installazione di telefonia mobile in prossimità del centro abitato, ed il sindaco Giuseppe Barilaro, per fare il punto della situazione e stabilire le prossime mosse da intraprendere.

Preso atto della modifiche formali dell'atto costitutivo operate dal primo cittadino, che ha rimodulato alcuni punti, ritenuti accettabili e sottoscritti dai membri del comitato presenti, il ghiaccio è stato rotto da uno dei portavoce dello stesso, Domenico Stramandinoli, che ha espresso la convinzione della necessità di una azione più capillare da parte del comitato, «che deve sensibilizzare maggiormente i cittadini sui pericoli obiettivamente esistenti e portare avanti l'impegno intrapreso, promuovendo la petizione popolare al fine di rafforzare qualsiasi attività che il comitato ha intenzione di intraprendere assieme all'amministrazione, nella speranza che ci sia la possibilità di fare ancora qualcosa, perché di tempo ce n'è fino a dicembre - quando il Tar si esprimerà definitivamente sul ricorso della società che ha realizzato l'impianto -».
Secondo Barilaro, l'unica azione potenzialmente fruttuosa, che il comitato deve appoggiare, è quella intrapresa dall'amministrazione, poiché esistono varie sentenze del tribunale amministrativo che stabiliscono che il posizionamento delle antenne non spetta ai comuni ma allo Stato, per cui bisogna far leva sul regolamento della materia predisposto dall'amministrazione (sebbene esso sia postumo alla realizzazione dell'impianto, circostanza che ha già spinto il Tar ad accogliere la sospensiva dell'ordinanza comunale di rimozione dell'opera).
Nonostante abbia più volte sottolineato che l'attività del comitato prescinde da ciò che è stato fatto amministrativamente in precedenza, in ordine alla pratica, una «certa superficialità dell'amministrazione» è stata obiettata da Stramandinoli, secondo cui il diniego poteva essere dato prima, obiezioni respinte dal primo cittadino, che, in sostanza, ha risposto che la società aveva le carte in regola e non ci si poteva opporre e che l'unico modo per dirle no, e cercare di farla ragionare, è qualcosa di esistente, ossia il regolamento comunale.
Al di là del contraddittorio, alla fine si è giunti alla decisione di dare come tempo ultimo per la conclusione della sottoscrizione popolare la fine di luglio, dopodiché si stabiliranno le varie iniziative da intraprendere. Vedremo come andrà a finire.

Valerio Colaci

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