E tutta Acquaro fa il tifo per il suo Benoit Manno

 

Calabria Ora del 21 Giugno 2013

È senza dubbio uno degli incontri più importanti, sinora, quello che, oggi, combatterà al "Palacupole" di via Artom a Torino il pugile acquarese Benoit Manno, pronto a tornare sul ring dopo qualche mese di assenza, contro il pari categoria albanese Suat Laze, che ritiene sia l'avversario più ostico gli sia mai capitato in carriera, con all'attivo 26 incontri (solo 4 sconfitte ed un pari) da pugile e una carriera da professionista anche nel full contact e nella kick boxing.

Un avversario tosto, più basso di lui e abile nelle corte distanze, tenere testa al quale sarà per il nostro un'impresa. Ma lui, come al solito, è carico e, da oltre un mese e mezzo, è in allenamento, spronato anche dal suo manager Salvatore Cherchi (che fu di Parisi ed è considerato tra i migliori procuratori al mondo), il quale crede molto in lui e lo ha spronato ad un allenamento meticoloso, che lo ha visto recarsi due volte a settimana a Milano, per combattere ai pugni con il campione Ue Luca Giacon, altro stallone della scuderia Cherchi.
La manifestazione sportiva prevede dieci altri incontri dilettantistici di sottoclou, mentre, il match Manno – Laze è valevole come semifinale per la conquista del titolo Ue, vincendo la quale approderebbe dritto al combattimento per lo stesso, che si dovrebbe svolgere anch'esso a Torino, anche se lui spera ancora di poter combattere ad Acquaro, e per questo continua a fare appelli al sindaco Barilaro, «affinché trovi i fondi – dice – per farmi boxare tra la mia gente. Sono disposto anche a trovare degli sponsor da qui ed a rinunciare alla mia borsa premio. Non so – dice ancora, quasi commosso – cos'altro fare di più».
Tornando al combattimento di questa sera, il solito problema nella preparazione è stato quello del peso forma di 60 chili, che ha dovuto raggiungere entro ieri e, come al solito, oltre ad allenarsi, è stato alle prese con la dieta per scalare ancora 2,5 chilogrammi. Ma ce l'ha fatta. La sua forza principale sono il suo maestro, Bruno Vottero, il Coach motivazionale, Luca Lorenzoni, e l'immancabile fratello Florian che, sempre presente al suo angolo, gli trasmette l'energia per affrontare le riprese più difficili.
Ovviamente, la sua forza è anche il pensiero che i suoi paesani sono dalla sua parte e lo sostengono moralmente. Un solo rammarico: «Speravo che stavolta gli acquaresi rispondessero al mio appello lanciato su Facebook ed al circolo del paese che porta il mio nome». L'appello, per cui c'era anche qualche adesione, era quello a che un piccolo gruppo salisse su a Torino a sostenerlo dal vivo in un incontro così importante come una semifinale. A quanto pare non è stato così. Ma questo non significa che gli acquaresi ed i calabresi non siano con lui e non lo sostengano. Nella speranza, comunque, che se Maometto non va alla montagna, questa, un giorno o l'altro…

Valerio Colaci

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