L'ultimo saluto di Acquaro al dottore Giuseppe Crupi

 

L'Ora della Calabria del 9 Agosto 2013

Dire che c'era tutto il paese, mercoledì scorso ad Acquaro, a dare l'ultimo saluto al dottore Giuseppe Crupi, equivale al falso. Perché di gente ce ne era molta di più, al punto che la chiesa matrice non è riuscita a contenerla.

Perché il medico del paese è come il parroco, come il sindaco e come poche altre figure simboliche di riferimento dell'ambito sociale: per i cittadini, i suoi pazienti soprattutto, è unico, e quando diparte è come se un pezzo di loro se ne andasse via con lui, che di ognuno conosceva vita e miracoli. Di alcuni anche le carie dentali, addirittura, visto che, fino a qualche anno addietro, oltre a fare il medico curante, svolgeva anche la professione di dentista.
Se ne è andato dopo oltre un mese di agonia il dottore Crupi, dopo essere stato colpito da un malore che all'inizio sembrava banale, in seguito al quale, tuttavia, durante il ricovero allo "Jazzolino", è sopraggiunta un'ischemia che ha determinato il trasferimento d'urgenza in neurologia per la somministrazione della cura trombolitica. Ma non c'è stato nulla da fare perché una successiva emorragia cerebrale ha complicato ulteriormente il quadro clinico. Trasferito immediatamente al "Pugliese" di Catanzaro il dottore Crupi è stato subito operato e posto in coma farmacologico, dal quale, però, non si è più risvegliato. La morte è sopraggiunta nella notte di lunedì, nel reparto di terapia intensiva dello stesso ospedale. Rimbalzata come un tam tam, la notizia si è subito diffusa tra l'incredulità generale, sebbene si sapesse sin dall'inizio che la situazione fosse estremamente critica.
Aveva 68 anni, e nella sua vita si era occupato anche di politica, candidandosi a sindaco nel 2004 a capo della civica "Sveglia" e subendo, durante la campagna elettorale, anche un attentato esplosivo che, però, non lo fece desistere, anche se le urne decretarono la sua lista di minoranza. Tornando alla cerimonia funebre, particolarmente toccante è stato il ricordo che ha fatto del dottore Crupi la sorella Maria, che ne ha ricostruito gli attimi salienti della vita, umana e professionale, parlando di un medico instancabile, che per stare dietro ai suoi pazienti non andava in ferie, prestando loro quelle cure che a se stesso non ha dato, forse perché credeva che qualcosa del genere non gli potesse mai accadere. Poi un riferimento alla triste storia della lunga malattia della prima moglie, che ha assistito fino alla morte, in seguito alla quale ha saputo trovare la forza per risollevarsi e rifarsi una famiglia con l'attuale moglie. Indi ha svelato quello che era un desiderio ardente che aveva negli ultimi tempi, ossia recarsi a Roma per poter vedere da vicino papa Francesco, la cui figura lo aveva tanto colpito. E infine un invito, ora che non è più tra i vivi, a pregare, insieme ai genitori ed alla moglie, per i tre figli, che, grazie al suo esempio di persona che ha sempre lavorato onestamente, tante soddisfazioni gli hanno saputo dare. Un applauso ha decretato la fine della cerimonia e l'ultimo saluto al dottore Crupi.

Valerio Colaci

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Commenti   

Ubaldo Dore'
# Ubaldo Dore' 2013-08-10 12:16
E' stato un professionista serio, una persona educata e discreta. Un galantuomo.
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