Nel libro di Umberto Muratore tutti i segreti della "Terza età"

 

L'Ora della Calabria del 9 Agosto 2013

Un corpo esile e minuto su cui sovrasta una mente fine ed eccelsa. Questo è don Umberto Muratore, sacerdote originario di Acquaro, direttore del Centro Internazionale di studi rosminiani di Stresa e tra i massimi conoscitori del pensiero del prete-filosofo Antonio Rosmini.

A sua volta filosofo, molto apprezzato negli ambienti intellettuali, don Umberto è autore di numerose pubblicazioni scientifiche e, da quasi trent'anni, organizza i "Simposi rosminiani", convegni a tema ogni anno diverso cui partecipano oltre 300 studiosi di fama internazionale. Tra un impegno intellettuale e l'altro, quando scatta la molla ispiratoria si diletta, e lo fa bene - lo testimoniano i tanti apprezzamenti che arrivano puntuali - anche nella scrittura di libri incentrati su temi scottanti della società odierna, sui cui punti deboli esegue le sue analisi, per poi elaborare delle ricette che diano soluzioni. Soluzioni, ovviamente, da iscrivere in un contesto di fede religiosa, anche se, tiene a sottolineare «non faccio prediche ma ragiono sulle problematiche, invitando il lettore a fare altrettanto e a valutare se la diagnosi della malattia è corretta e se lo è pure la prognosi ». Ultima fatica letteraria in ordine di tempo è "Terza età", edito da poco. Il libro nasce dalla consapevolezza del sacerdote – filosofo – scrittore di essere giunto all'età di cui parla nello stesso (per lui va dai 65 anni in su) e, quindi, da una riflessione sulla stessa per poter essere preparato, e preparare quanti vi giungono, a viverla al meglio. Volendo azzardare una semplificazione si tratta di una sorta di "manuale delle giovani marmotte" al contrario, un vademecum con le istruzioni per l'uso dell'età della vita meno accettata. In base alla visione di don Umberto, infatti, l'anziano stenta a riconciliarsi con la sua età che, in un certo senso, rifiuta, dicendosi, e aspirando a farsi dire, che è ancora giovane e forte, ricorrendo ad artifizi di varia natura per rafforzare la convinzione. «Questa mia riflessione - ci spiega, con un linguaggio, che poi è quello del libro, semplice e affascinante allo stesso tempo - mi ha meravigliato, poiché mi ha fatto comprendere che la terza età, che poi dovrebbe essere quella della saggezza, non ha una sua dignità e non è collocata in modo adeguato nella società». Ma, ogni età dev'essere accettata per quello che è, per cui «di fronte a questi modi inscenati per nascondere una realtà di fatto, ne esistono altrettanti e di egual forza atti a far riconciliare l'uomo con la sua età». Uno di questi, man mano che il corpo ci abbandona è «imparare ad ascoltare maggiormente le numerose curiosità – diverse dai desideri giovanili – che provengono dallo spirito e che, se correttamente interpretate, ci introducono in un mondo nuovo che sa dare il vero valore dell'invecchiare», anche nelle fasi finali di una malattia grave, laddove la soluzione «la si trova solo nella dimensione religiosa, fuori dalla quale non si può dare un senso a ciò che accade e, quindi, non ci si può riconciliare con la propria età». Insomma, un tema pregnante, attuale (gli anziani nel nostro paese sono il 21%) ed interessante, per un libro che ha avuto già un discreto successo: «È il primo tra quelli che ho scritto - dice, con un pizzico di orgoglio - che chi l'ha letto mi ha riferito di averlo passato ad altri». Segno che il testo è riuscito nell'intento che l'autore si proponeva: stuzzicare la curiosità del lettore. Nell'attesa che don Umberto riprenda carta e penna e continui a stuzzicare, buona lettura.

Valerio Colaci

Video intervista a padre Umberto Muratore     Ritaglio dell'articolo

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