Calcio e musica in memoria di Filippo

Il papà: «Ora non abbiamo più paura».

Gazzetta del Sud del 13 Agosto 2013

Nessuno dimentica Filippo Ceravolo. A rendere omaggio al giovane, morto ammazzato nel mese di ottobre dello scorso anno, sono stati l'amministrazione comunale, guidata dal sindaco Giuseppe Barilaro e il Gruppo giovanile. Due giornate interamente dedicate a Filippo hanno registrato la partecipazione di centinaia di persone.

Un torneo di calcio a quattro e una serata musicale hanno ricordato la figura di un ragazzo che, per volere di una mano sconosciuta, non si è potuto affacciare alla vita. La scelta di organizzare un torneo di calcio da parte dell'amministrazione comunale e del Gruppo giovanile è dovuta al fatto che Filippo adorava questo sport ed è proprio sui campi di calcetto che il ragazzo aveva passato i momenti più felici e spensierati. Un'altra passione del giovane, che oggi avrebbe avuto 20 anni, era la musica. Da qui l'idea di organizzare una serata con il concerto del gruppo "Le orme dei Pooh".
Musica e sport hanno connotato il "Memorial Filippo Ceravolo" un giovane che nella cittadina di Acquaro è cresciuto, essendo quest'ultima il paese di origine della mamma Anna. Nel campo di calcio, che ha ospitato il torneo, non sono mancati gli striscioni degli amici di Filippo, che lo hanno ricordato con la frase "Gli angeli volano in cielo, ma tu resta qui con noi". Un altro striscione, trasferito successivamente sul portone del palazzo municipale, è diventato il simbolo dell'affetto dei cittadini per il ragazzo: "Filippo per sempre uno di noi". Ad aprire la serata musicale sono state le parole del sindaco che ha incentrato il suo intervento sulla necessità di combattere la criminalità organizzata. Sul palco sono saliti i familiari di Filippo, papà Martino, mamma Anna e le sorelle Maria Teresa e Giusy. «Noi non ci arrenderemo alla mafia - ha tuonato Martino - daremo sempre la nostra testimonianza e non avremo pace fin quando gli assassini di nostro figlio non saranno assicurati alla giustizia. Siamo una famiglia di lavoratori e gente per bene e abbiamo intenzione di combattere a fianco allo Stato».
Martino Ceravolo nel parlare di suo figlio non dice mai "Filippo è morto", bensì "Filippo è partito", segno evidente questo di come i genitori non possono mai accettare la morte di un figlio e di come l'eventuale condanna dei colpevoli non possa, comunque, rappresentare sollievo per un simile, enorme dolore. Il papà ricorda Filippo come un giovane pieno di vita, attaccato alla sua famiglia, al suo lavoro e con un amore sviscerato nei confronti della sua squadra del cuore, la Juventus. Nei giorni successivi alla morte del giovane sorianese in diversi stadi è stata ricordata la sua figura. Da Catania a Torino, tutta l'Italia ha voluto denunciare questa morte ingiusta e assurda.
Ricordando la sera della morte di Filippo, papà Martino ha detto: «Non abbiamo paura, la paura l'abbiamo persa la sera del 25 ottobre, adesso vogliamo solo giustizia». A fine serata è stata consegnata da parte dell'amministrazione comunale una targa alla famiglia con su scritte parole molto significative: «In ricordo di Filippo, un animo nobile, un ragazzo per bene. La necessità di suggellare la sua memoria ci impone comportamenti idonei per diffondere una cultura buona, un messaggio ricco di contrasto ad ogni forma di criminalità». L'amministrazione e le associazioni hanno deciso di dedicare tutte le manifestazioni estive che si svolgeranno nella cittadina a Filippo, per non dimenticarlo mai.

Francesca Onda

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