Torneo di calcio per ricordare Filippo Ceravolo

 

L'Ora della Calabria del 21 Agosto 2013

Sono stati simbolicamente premiati, venerdì scorso ad Acquaro, con delle coppe offerte dall'amministrazione comunale, i vincitori del primo memorial di calcio a 4 intitolato a Filippo Ceravolo, il giovane di Soriano, con origini acquaresi da parte di madre, perito da innocente lo scorso 25 ottobre sotto una pioggia di piombo che lo ha investito in un posto in cui non doveva trovarsi.

Alla presenza, sul palco, del padre Martino e della sorella Giusi - e tra il pubblico della madre Anna e degli altri familiari - la manifestazione di premiazione si è svolta durante una serata musicale, allo scopo interrotta per qualche minuto. A premiare i vincitori, il vicesindaco Saverio Viola ed il consigliere con delega allo sport Gabriele Galati, che ha voluto spendere due parole nel ricordo giovane, «un ragazzo generoso, sempre sorridente e che si prestava a tutto. Un lavoratore che sin da piccolo si alzava alle quattro/cinque di mattina per andare ad aiutare il padre. Un ragazzo d'oro di 19 anni che ho visto crescere, ucciso da dei vili, perché non ci sono altri sostantivi per definirli, mentre tornava dopo un pomeriggio trascorso con la ragazza. Oltre a ciò era anche uno sportivo, e noi lo abbiamo voluto ricordare così, ringraziando tutti voi per l'accoglienza che avete dato ai familiari ».
Ad essere premiati sono state le squadre prima e seconda classificate, la squadra che ha dimostrato maggior fair play ed il capocannoniere. Tutti, senza pensarci più di tanto, hanno inteso donare i trofei a Martino, in ricordo del torneo dedicato a Filippo, cui nessuno avrebbe voluto assistere. Ma è andata così, e non spegnere il ricordo ora è imperativo categorico. Come categorico è il fatto che occorre che Filippo abbia giustizia, che chi ne ha interrotto bruscamente il cammino abbia ciò che merita. Insieme all'amore per il resto della famiglia è ciò che dà la forza a Martino di andare avanti. Martino che ha invitato i giovani che hanno intrapreso una cattiva strada a «cambiare testa, perché nessuno deve pagare colpe non sue. Chi ha ucciso mio figlio - ha continuato a ripetere, come fa da quel maledetto giorno - pagherà con la giustizia, cui io mi sono affidato e mi affiderò finche non li avranno presi. La pagheranno: è una promessa che ho fatto a Filippo, alla mia famiglia ed a tutti voi». Indi Martino ha voluto fare un sentito ringraziamento per la vicinanza ai familiari di Pino Russo, altro giovane perito da innocente per mano mafiosa nei primi anni '90, il cui fratello Matteo, esponente di "Libera", si sta rendendo artefice di varie iniziative in ricordo di Filippo e di tutte le altre vittime incolpevoli. «Solo noi - ha detto loro il padre di Filippo - riusciamo a capire sino in fondo il nostro dolore». Un dolore per cui la medicina, adesso, ha un solo nome: giustizia.

Valerio Colaci

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