Medico di base, ancora nessun sostituto

Il ritardo crea preoccupazione negli anziani del paese.

L'Ora della Calabria del 27 Agosto 2013

È un allarme generale quello che si sta diffondendo in questi giorni ad Acquaro, dove, dopo la recente dipartita del dottore Pino Crupi, medico di base, notizie contrastanti ed allarmanti animano e confondono l'opinione pubblica, preoccupata che il dottore Crupi possa non venire sostituito, a causa dell'esigua popolazione residente nell'ambito territoriale di riferimento (Acquaro, Arena, Dasà e Dinami).

Circostanza, questa, che determinerebbe un problema di non poco conto, considerando che la maggior parte della popolazione è anziana e vive da sola e che non vi sono mezzi di trasporto pubblici, e, in queste condizioni, anche dover fare un solo chilometro per raggiungere lo studio medico per una ricetta o la misurazione della pressione arteriosa, significherebbe affrontare fastidiose complicazioni. Attualmente, invero, è presente un sostituto, ma è una situazione provvisoria che non si sa fin quando possa durare e cosa, di preciso, accadrà dopo. Così, in tanti, essendo il medico di famiglia, in vari casi e per ovvie ragioni, un referente giornaliero necessario, stanno provvedendo a cambiarlo. Ed è qui che sorge il problema di cui si parlava. Ogni medico di medicina generale, infatti, può ricevere in cura un numero massimo di pazienti (1500, o, in certi casi, 1400), numero già raggiunto dall'altro operatore sanitario di base presente in paese, per cui, ci si è cominciati a rivolgere a Dasà che, presumibilmente, potrebbe raggiungere presto la soglia massima. Dopodiché rimangono Arena e Dinami, che distano rispettivamente 3, 5 e 12 chilometri. Non proprio una passeggiata. Riuscite ad immaginare lo stato d'animo di un anziano che vive da solo e che non guida nel dover affrontare simili distanze? Ecco il perché dell'allarme.
Ma potrebbe non essere stata detta l'ultima. Infatti, nonostante le notizie circolanti, ufficiali ed ufficiose, non siano per nulla confortanti, i dati sulla popolazione residente sembrerebbero poter portare a sviluppi insperati. Vediamo perché, basandoci sui dati Istat aggiornati al 31 dicembre del 2012. La normativa dice che per ogni ambito territoriale (costituito da una popolazione che va da un minimo di 5500 abitanti) occorra necessariamente un medico ogni mille pazienti. Attualmente i medici operanti nell'ambito di cui stiamo parlando sono 5 (2 a Dinami, ed uno, rispettivamente, ad Acquaro, Arena e Dasà). La popolazione complessiva, tuttavia, è di 6658 abitanti (7685 meno quelli in età pediatrica, da 0 a 14 anni, cui è riservato uno specialista a parte). In queste condizioni, se non ci è sfuggito qualche ulteriore parametro, almeno un altro medico dovrebbe essere nominato, per cui, nella peggiore delle ipotesi, l'Asp potrebbe attendere che si saturi il numero di pazienti a disposizione degli altri sanitari, per poi nominare l'avente diritto e farlo ripartire da zero. Passerebbe un po' di tempo ma sarebbe una soluzione accettabile, visto che, oltre al problema delle distanze per raggiungere il proprio medico si ovvierebbe anche a quello dell'eccessivo numero per singolo dottore, che si troverebbe sovraccaricato di lavoro.
A questo punto, sperando che i numeri a nostra disposizione ed i ragionamenti conseguenti siano corretti, non resta che aspettare notizie ufficiali.

Valerio Colaci

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