Acquaro senza medico di base

Cresce l'ansia nella cittadinanza.

L'Ora della Calabria del 5 Settembre 2013

Anticipati da L'Ora, che più di una volta, nei giorni scorsi, ha evidenziato un grave problema che va ad accrescere l'ansia dei cittadini acquaresi, preoccupati di rimanere senza medico di base dopo la prematura dipartita del dottore Pino Crupi, anche i responsabili locali del Pd entrano nella questione, sottolineando le problematiche che una tale circostanza determinerebbe e ponendo degli interrogativi sullo strano silenzio, nella questione, dell'amministrazione comunale targata Giuseppe Barilaro.

«La recente scomparsa del dottor Pino Crupi - esordisce la nota democrat - oltre a lasciare un doloroso vuoto umano, ha determinato anche un vuoto nell'assistenza medica di base, e, col passare dei giorni, ansia nella cittadinanza, preoccupata di restare con un solo medico di base in sede, il quale, tra l'altro, ha già da tempo raggiunto il limite massimo di convenzionati previsto dalla legge». Secondo gli scriventi, poi, vi sarebbero delle voci che circolano incontrollate, in base alle quali «coloro che non si sono precipitati a cambiare medico, dovrebbero sceglierlo tra quelli che hanno ancora possibilità di accettare pazienti e che, però, operano nei comuni di Dasà, Arena e Dinami, che, insieme ad Acquaro, costituiscono l'ambito territoriale di riferimento in cui effettuare la scelta». Voci che, in assenza di una autorevole ed ufficiale voce che spiegasse come comportarsi, hanno effettivamente determinato una vera e propria transumanza sanitaria, per il momento soprattutto verso Dasà, che è il centro più vicino, esaurita la possibilità del quale rimangono Arena e Dinami, 7 e 25 chilometri, rispettivamente, tra andata e ritorno. In tale situazione, si comprende la preoccupazione dei più, «preoccupazione che sta crescendo in questi giorni, poiché il sostituto temporaneo del defunto Pino Crupi a giorni - sempre secondo voci, ndr - cesserà la sua funzione di supplenza e chi non ha voluto o potuto cambiare medico si troverà in grande difficoltà. Si tratta - specificano - in gran parte di persone anziane, le quali, nella convinzione che un medico dovrà essere assegnato, sperano di potere avere il servizio nel proprio paese». Quella di fronte alla quale si è, insomma, è «una situazione d'incertezza che disorienta e confonde i cittadini, mentre aleggia il sospetto che certe voci vengano fatte circolare per incomprensibili motivi o inconfessabili interessi ». Effettivamente, più di qualcosa di poco chiaro, o, quantomeno, strano, nella vicenda c'è. Ad ogni modo, «di fronte a siffatta situazione - bordata all'indirizzo di Barilaro - stupisce il silenzio dell'amministrazione, che avrebbe dovuto farsi carico del problema ed informare i cittadini sulla reale situazione, evitando di fare accrescere il naturale disagio dell'età e l'ansia derivante dal timore di poter restare senza assistenza». Si tratta, approssimativamente, di un numero di pazienti che si aggira attorno ai 1200/1300. Bastano per avere lumi?

Valerio Colaci

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