Acquaro, cittadini in rivolta rivendicano il medico di base

 

L'Ora della Calabria del 21 Settembre 2013

Come previsto con largo anticipo, sono pronti alle barricate i cittadini di Acquaro, senza assistenza di base dopo la morte del medico Pino Crupi.

Non è piaciuta, infatti, la soluzione compromesso dell'Asp che, in luogo di un sostituto, fino a nomina definitiva in primavera, aveva proposto la realizzazione di uno studio medico comune tra i 4 sanitari dell'ambito, che, alternandosi giornalmente, avrebbero garantito l'assistenza ai pazienti, previo cambio del medico ed accontentandosi di una presenza di poche ore dello stesso in paese. Una "pazienza" che gli acquaresi non hanno avuto e ieri mattina, spontaneamente, si sono ritrovati a centinaia in piazza per una protesta che, subito dopo, ha colmato come non mai l'aula consiliare.
Qui Domenico Stramandinoli e Giuseppe Galati, segretario ed esponente del locale Pd, - che si sta interessando del caso per una soluzione accettabile - sottolineati i disagi derivanti per una popolazione anziana dall'assenza del medico di base, hanno spiegato del loro incontro dei giorni scorsi con il commissario Maria Bernardi - e delle rassicurazioni ottenute, sinora senza esito, che si sarebbe impegnata sulla eventuale possibilità di mandare un sostituto -, e del successivo di ieri col prefetto, il quale, chiamando in vivavoce il direttore sanitario Michele Comito, li ha edotti della soluzione tampone (descritta approfonditamente nel numero di ieri), con la previsione del cambio del medico (respinta dai presenti in sala ad Acquaro con un fragoroso "no", e varie proteste verbali di sottofondo, tra cui quella che qualcuno stia scherzando con la salute per giochi politici), e della possibilità (questa accolta positivamente), che in casi eccezionali si possa nominare il sostituto, strada che, cercando di guardare più che alla legge ai disagi dei cittadini, la delegazione del Pd ha suggerito al prefetto come la più logica, ottenendo da questi un aggiornamento per lunedì.
Dopo un po' è giunto anche il sindaco Giuseppe Barilaro, che, ricostruito l'iter della vicenda, ha spiegato quello che è stato il suo impegno (da alcuni presenti definito tardivo, accusa, questa, respinta al mittente dall'interessato), fino all'incontro con il direttore Asp Comito, il cui esito è stato la richiesta di un parere alla Regione e l'apertura di un dibattito istituzionale e di un temporeggiare per valutare l'eventuale esistenza di situazioni eccezionali che Barilaro ha giudicato positivamente, poiché significherebbe che si sta cercando una soluzione.
In conclusione un battagliero don Saro Lamari ha sottolineato che «quando si tratta di salute l'Asp non può nascondersi dietro una legge, ma, in attesa del titolare, deve nominare un supplente e, se questo non avviene, non si deve attendere e ci si deve mobilitare subito».
Insomma, la situazione è incandescente. Per il momento sono state raccolte alcune firme da inoltrare al prefetto. Da lunedì, se non si avranno notizie confortanti, sono annunciate azioni che faranno rumore.

Valerio Colaci

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