Acquaro, cittadini in protesta

Medico di base, ancora nessun sostituto. Bloccato l'ingresso del municipio.

L'Ora della Calabria del 24 Settembre 2013

«Abbiate rispetto degli anziani. Vogliamo un dottore. Non si gioca con la salute dei cittadini».

È la scritta che campeggia su uno striscione apposto dai cittadini acquaresi in protesta, in maggioranza donne e anziani, i quali, da ieri mattina presto, dopo averne sbarrato il portone con una catena, si sono barricati innanzi al palazzo municipale impedendone l'accesso, per fare rumore e chiedere una cosa sola: l'invio da parte dell'Asp di un medico sostituto sino alla nomina, in primavera, del definitivo che andrà a sostituire il defunto Pino Crupi. I residenti, infatti, non si rassegnano a trasferire il libretto ad uno degli altri sanitari che esercitano nei comuni limitrofi, pretendendo che l'azienda riconosca loro il diritto all'assistenza sanitaria, attraverso un escamotage che aggiri la legge in materia e, se questo non c'è, andando anche contro il dettato della stessa e nominando un sostituto provvisorio. Perché quando una legge, che astrattamente dice che una cosa non si può fare, cozza con la realtà che, invece, dice che c'è una popolazione di anziani che, spesso, vivono da soli, non guidano ed hanno estrema difficoltà a spostarsi anche solo per un chilometro, vista la completa assenza di mezzi pubblici, allora la legge deve fare un inchino e fare dietro front. Perché altrimenti l'inchino lo fa la pazienza dei cittadini e lascia spazio alla rabbia.
Così, esattamente come avevano fatto nel marzo del 2000, rimanendo in protesta per settimane per un'altra questione poi risoltasi secondo il loro volere, hanno occupato la sede municipale, rimanendo fermi nelle loro posizioni. Hanno proseguito per tutta la notte passata e non si smuoveranno da dove sono sino a che non avranno sentito ciò che si vogliono sentire dire. Sul luogo, sin dalla mattina, per ragioni d'ordine pubblico, sono arrivate pattuglie dei carabinieri di Serra e Arena e della polizia che, dopo aver preso le generalità degli occupanti, invano hanno tentato di farli desistere dal continuare. Come vane sono state le parole del sindaco Giuseppe Barilaro, il quale, dopo una breve capatina mattutina sul luogo del sit-in, si è recato in Prefettura, per un colloquio con il vice prefetto Stefania Caracciolo che ha assicurato che il capo dell'Utg, Giovanni Bruno, si sarebbe interessato a fare in modo che l'Asp acceleri l'iter e che domani (oggi, per chi legge) ci sarebbe stato un vertice con tutti i medici dell'ambito territoriale per vagliare l'ipotesi del sostituto, vertice il cui esito non si saprà prima delle 12.30, per cui sarebbe stato il caso di interrompere la protesta in attesa della decisione e poi, eventualmente, decidere il da farsi. Non è servito a niente se non a sviscerare ciò che ognuno aveva dentro: «Nessuna autorità si è degnata di venire a vedere come stanno le cose; è da mesi che sentiamo sempre le stesse risposte, da qui non ci muoviamo; non si doveva arrivare a questo punto e se non è stato così significa che chi ci governa e prende le decisioni ad ogni livello non lo fa correttamente. Siamo trattati peggio degli animali». Sentimenti legittimi da parte di chi, in un ambito importantissimo come quello della salute, non vuole e non può, accettare lo stato d'abbandono in cui si sente lasciato.
E stamattina, in attesa della decisione all'Asp, si ricomincia e, se questa non dovesse piacere…

Valerio Colaci

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