Occupato il Comune

La protesta della comunità per il mancato arrivo del medico di base.

Il Quotidiano del 24 Settembre 2013

Si allarga la protesta dei cittadini acquaresi a causa della mancata nomina, da parte dell'Azienda sanitaria provinciale, di un medico sostituto in attesa che venga espletato l'iter concorsuale per quello definitivo.

Infatti, dopo la dipartita del dottore Giuseppe Crupi, l'Azienda sanitaria ha nominato per 30 giorni (fino al 10 settembre scorso) un medico supplente in attesa di procedere con il censimento della popolazione e di conseguenza verificare i requisiti per dichiarare la "zona carente". Dopo aver accertato tale carenza, con delibera numero 1324 del 20 settembre scorso, il commissario straordinario dell'Asp di Vibo Valentia Maria Bernardi, ha dato quindi avvio alle procedure che porteranno «all'attribuzione della zona carente» al nuovo medico ma non prima di circa sei mesi. Fin qua tutto sembrava andare per il giusto verso. Il problema si e presentato il giorno successivo al 10 settembre quando gli ex pazienti del dottore Crupi si sono ritrovati in pratica senza assistenza sanitaria di base e quindi «allo sbaraglio» perché l'altro medico che ha lo studio in paese era già massimalista. Un dramma vero e proprio per gli anziani ma soprattutto per gli abitanti delle due frazioni Piani e Limpidi che non sono collegati da mezzi di trasporto pubblico. Secondo quanto dichiarato dal direttore sanitario dell'Asp Michele Comito «si può procedere con la nomina di un sostituto solo in casi straordinari».
Di conseguenza, a distanza di quindici giorni, la mancata nomina di un supplente farebbe intendere che Acquaro non rientrerebbe in questa casi di straordinarietà sancita dalla legge regionale sulla sanità per cui i cittadini dovrebbero spostare i loro libretti sanitari presso gli altri studi medici dell'ambito territoriale. Soluzione che i cittadini non intendono assolutamente condividere e pertanto da giorni hanno avviato la protesta.
«La tutela della salute e l'assistenza sanitaria è un nostro diritto garantito dalla Costituzione Italiana», hanno affermato con forte indignazione diversi cittadini. E dopo essersi autoconvocati, venerdì scorso, nella sala consiliare del Comune per discutere assieme al primo cittadino Giuseppe Barilaro, con alcuni rappresentanti del locale circolo del Partito democratico e con il parroco della comunità don Rosario Lamari, e non avendo avuto nessuna risposta da parte dell'Azienda sanitaria provinciale, sono passati a1 fatti «perché - hanno detto senza mezzi termini - la pazienza ha un limite e non vogliamo essere presi in giro da nessuno».
Dopo aver avviato una raccolta firme in paese, dalle prime ore del mattino di ieri, un nutrito gruppo di cittadini «prima che vengano assunte decisioni perché poi è difficile tornare indietro» ha bloccato il palazzo municipale chiudendolo con tanto di catene e lucchetti e annunciando che l'occupazione andrà avanti ad oltranza «giorno e notte» fino a quando le richieste avanzate non saranno soddisfatte. E visto che una protesta del genere è stata anche fatta nel 2000 quando la popolazione si ribellò contro la realizzazione di una centrale idroelettrica occupando il comune per otto giorni consecutivi, non è detto che non potrebbe ripetersi.
Da parte sua il sindaco Giuseppe Barilaro non ha potuto fare altro che avvisare, di quanto stava accadendo in Piazza Marconi, il prefetto Giovanni Bruno e le forze dell'ordine che prontamente sono giunti sul posto e stanno ininterrottamente piantonando la zona. Della protesta in atto è stato anche informato il commissario straordinario dell'Asp Maria Bernardi che per la mattinata di domani, alle 9:30, aveva già fissato un appuntamento nella sala consiliare con il sindaco e la popolazione. A questo punto, vista la situazione, potrebbe anche darsi che l'incontro sarà annullato. C'è da dire inoltre che nella stessa mattinata di ieri Barilaro ha anche incontrato il direttore sanitario dell'Asp Michele Comito per cercare di trovare una soluzione definitiva alla problematica. Di conseguenza per quest'oggi alle 12:30 sono stati convocati presso l'Azienda sanitaria tutti i medici di base appartenenti all'ambito territoriale (Dinami, Acquaro, Dasà, Arena), sperando che, concluso l'incontro, venga fuori una soluzione condivisa dalla popolazione che non ha inteso abbandonare la protesta nonostante l'invito del primo cittadino ad attendere le decisioni ufficiali dell'Asp. «Abbiamo urgentemente bisogno di un medico. L'Asp - hanno aggiunto concordi i cittadini visibilmente irritati - non può giocare con la salute dei cittadini. Se non vengono presi seri provvedimenti andremo a protestare anche a Vibo davanti l'Asp e davanti alla prefettura». Vedremo dunque oggi l'evolversi della vicenda che, a quanto pare, non sembra di facile risoluzione... almeno per il momento.

Giuseppe Parrucci

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