Acquaro, Pd vs il sindaco: «Barilaro non è credibile»

La questione del medico di base alimenta lo scontro.

L'Ora della Calabria del 27 Settembre 2013

Dal "Chi l'ha visto?" al "Chi l'ha detto?". È stato breve il passo compiuto dagli esponenti del locale Pd di Acquaro in ordine alla posizione assunta, a loro dire, dal primo cittadino Giuseppe Barilaro nella questione riguardante il medico di base e, in generale, alle «strabilianti e meravigliose iniziative intraprese».

Infatti, dopo il "Chi l'ha visto?" che sembrano essersi chiesti rispetto alla sua mancata partecipazione alla manifestazione di protesta per il medico di base, i democrat, in un manifesto affisso per le vie del paese, pongono una sequela di sarcastici "Chi l'ha detto?" riferiti ad una serie di frasi. Ad esempio: «Chi ha detto "Quella porta non si aprirà mai più!"»?; o, ancora: «"Possono fare quello che vogliono, io me ne frego!"»?. La prima sarebbe «la risposta a un cittadino che chiedeva informazioni sulla situazione creatasi dopo la morte del dottore Crupi. Una risposta irriguardosa verso un morto, carica di livore e data col tono spavaldo di chi sembra essersi liberato di un peso e intende impedire il subentro di qualche potenziale "nemico"». La seconda, invece «è la risposta data in diverse sedi, anche ufficiali, d'avanti a persone allibite, quando era in discussione il dimensionamento scolastico e si paventava che la dirigenza andasse a Dinami e non ad Acquaro ». Ebbene, a dirle sarebbe stato «uno che dice di vivere in paese e condurre per esso ogni giorno indescrivibili battaglie». Ma non lo svelano, invitando i cittadini a scoprirlo da soli, poiché «noi non vogliamo contrariarlo e costringerlo a fare proclami al vento. Come quello - si sbilanciano un pochettino - diffuso dal sindaco il 15 settembre per informare i cittadini delle strabilianti e meravigliose iniziative intraprese dopo la scomparsa del dottore Crupi e gli eccellenti risultati ottenuti per l'autosufficienza nell'approvvigionamento idrico (quante sorgenti - si chiedono - ha captato?) e nel campo scolastico, dove ha profuso una "energica e decisa azione politica" di cui si ha traccia del contrario. E ancora - preannunciano ai cittadini - non avete visto niente! Alla fine - ne sono certi - farà i fuochi d'artificio», con «un resoconto della sua attività in favore della sua gente che vi sbalordirà». Una «promessa meravigliosa - proseguono causticamente - che nessun sindaco ha mai fatto, né ad Acquaro né altrove». Bisogna vedere, però, se in essa «parlerà pure di addizionali comunali applicate al massimo e di canoni livellari ». Tornando alla lettera di Barilaro, la definisco «un proclama che, con una retorica infantile, esalta le virtù e i successi del proclamatore, e solo di lui, protagonista di "innumerevoli battaglie vinte" non si sa contro chi e che cosa, visto che si vanta anche di cose non fatte da lui, o se da lui fatte, rientranti nell'ordinaria amministrazione». Per il resto, come nella questione del medico di famiglia, «potete valutare quanto c'è di vero dalle risposte ambigue e fuorvianti, quando non sfottenti (lo volete maschio o femmina il medico) date alle vostre domande». Chiosando, poi, in un crescendo al vetriolo: «Si vanta di dire la verità ma non è credibile. Ma non diteglielo, perché si offende. Lui è felice quando la sua gente china la testa e lo asseconda, senza critiche e obiezioni. Chi non lo fa è falso e bugiardo, deve stare zitto e non intralciare i suoi intrighi o turbare le sue cene. Perché a esse può partecipare solo chi ha lo stomaco capace di digerire le sue verità».

Valerio Colaci

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