Filippo sempre con noi

Tanta gente alla fiaccolata per ricordare una vittima innocente della mafia.

Il Quotidiano del 26 Ottobre 2013

Centinaia di fiammelle, altrettante coscienze, il coraggio dei più. Ogni categoria di persone, dai pensionati ai giovani, dagli artigiani ai disoccupati, alle donne, e con loro unite le istituzioni, sono sfilati in un silenzio assordante per ricordare il "sacrificio" del 19enne Filippo Ceravolo, innocente, la cui giovane vita un anno fa veniva stroncata da un killer tuttora senza volto.

Dalle fiammelle non tremolanti si è levato verso il cielo un solo grido: giustizia sia fatta. Strette da mani, quelle fiaccole, di gente che non si vuole tirare indietro. Che si ribella. Che anela al cambiamento. Ma che non vuole essere lasciata sola. Basta con il sangue innocente versato a Soriano e nella Calabria intera. Basta ad ogni forma di violenza.
Basta allo strazio eli genitori come quelli di Filippo, Anna e Martino. «Voglio che sia fatta giustizia. Che chi ha ucciso mio figlio - ha gridato papà Martino - paghi com'è giusto che sia. Non avrò pace fino a quando questo non accadrà. Vorrei vedere in faccia chi ha ucciso mio figlio». Quasi in maniera paradossale rischia eli trasformarsi in una molla che fa scattare in avanti la voglia di cambiamento, l'uccisione di Filippo. Ieri sera a Soriano si percepiva un nuovo modo di manifestare. Da Libera al Movimento spontaneo sorianese, dai politici e dalle vittime eli mafia al semplice cittadino, un unico modo eli interpretare la morte del giovane: Filippo continua a vivere in mezzo alla gente. Lo ha con convinzione e commozione sottolineato lo zio di Filippo, Fedele Ceravolo: «Filippo è entrato nell'abbraccio infinito di Dio. Egli continua a restare in mezzo a noi in modo misterioso ma certo. E' con noi Filippo, per dirci che il cambiamento è possibile. E' con noi per dirci da che parte vogliamo stare». E non ha mancato, però, di fare un richiamo significativo: «Gli assassini di Filippo sono la prova del male che affligge la nostra regione. Senza aspettare che altre tragedie simili accadano, ognuno deve assumersi le proprie responsabilità». Chi? «Istituzioni e politica - per l'on. Alfonsino Grillo - contro la criminalità devono prendere in seria considerazione questo territorio». Non ha esitato a dire, dal canto suo, l'on. Angela Napoli che «il ricordo di questo giovane deve però essere accompagnato da due speranze: la prima è che si abbia giustizia su questo fatto crudele, poi è profondamente ingiusto che perdano la vita giovani come Filippo». Il nuovo volto di Soriano lo ha indicato don Marcello Cozzi, vicepresidente eli Libera: «Verità e giustizia è l'interpretazione di questo evento e viene dalla comunità locale. Insieme ad un messaggio chiaro: Soriano non è dei mafiosi. Tutta questa gente che non si lascia intimidire da quattro mafiosi criminali e volgari. Poi, c'è la bellezza di questi ragazzi con le maglie bianche e con l'immagine di Filippo, fa da contrasto al nero delle coscienze dei mafiosi». Impossibile non citarli, i ragazzi della Scuola Media. Che in ricordo di Filippo hanno scritto un opuscolo, con il quale la condanna della criminalità è senza appello. Da loro è attesa la svolta verso i cambiamento. Dal mondo della cultura, rappresentato dal direttore dell'Istituto della Biblioteca Calabrese Francesco Bartone l'ennesima prova della "presenza" di Filippo in mezzo alla gente. «La morte di questo giovane ci appartiene, a tutti noi» ha commentato Bartone. L'indignazione si è rinnovata nei cuori degli iscritti al Movimento spontaneo sorianese, il cui slogan parla chiaro: «Mai più vittime, mai più mafie». Merilia Ciconte, come rappresentante, si è raccomandata: «Soriano non è da etichettare come un paese mafioso».
Con il cuore. Ma non solo. Don Fiorillo ha voluto ribadirlo. «Siamo qui con il cuore per essere vicini ai familiari di Filippo. Ma, siamo qui per condannare Caino». Condanna, che è venuta anche da vittime come Nello Ruello, Rocco Mangiardi, Pino Masciari, Barbara Vinci, Matteo Luzza, dal gruppo "Giro della luce" arrivato da Cosenza in bici, e dal sindaco eli Sorianello Sergio Cannatelli, dal presidente del consiglio comunale di Serra Giuseppe De Raffele, nonché da Sergio Raimondo, nella duplice veste di rappresentante del Prefetto e come commissario al comune di Soriano, e infine dal rappresentante della Questura Antonio Lanciana.

Nando Scarmozzino

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