"L'undici settembre" di Nicola Vetere


Che giorno triste, che giorno di terrore.
Un giorno di pianto, un giorno di dolore.
Quel giorno è stato l'undici Settembre,
quando son crollate le torri gemelle.

Erano così belle che sembravano due perle.
Erano così alte che toccavano le stelle.
Erano famose per la loro struttura.
Erano forti e di niente avevano paura.

Sono state scontrate da due aeroplani,
che hanno sconvolto gli Americani.
Hanno fatto presto a giudicare:
"Questo è lavoro dei talebani!"

Le superbe torri gemelle
son miseramente crollate!
Sono in macerie per terra!
I talebani si trovano in guerra.

La Guerra, la Guerra, la Guerra:
siamo tutti giudici e professori
perché non sappiamo cos'è la guerra
quando siam noi a non soffrir il dolore.

Se i politici dovessero andare a morire
la guerra la farebbero subito finire.
Quello che soffre è il povero soldato
che ha solo una scelta: o ammazza o sarà ammazzato.

I terroristi sono criminali,
sono assassini, non sono giusti.
Fanno tutte queste cose
perché sono dispettosi.

Noi invece siamo bravi.
Noi facciamo la Guerra.
Noi distruggiamo,
noi ammazziamo!

Poi alla fine, gridiamo forte:
"Abbiamo vinto, siamo vittoriosi!"
Siamo vittoriosi a fare cosa?
Per la nostra malvagità!

Per la nostra superbia.
Per essere dei vendicatori!
"Fermate la Guerra"
perchè siamo tutti umani.

Abbiamo tutti un cuore,
che si rallegra quando gli si da amore.
Invece piange, piange,
quando gli si da dolore!

Fermate la guerra!

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