"A Chiesuleja" di Anna Maria Chiapparo

Ho visto con piacere le foto della nostra bella chiesa parata a festa per le feste estive e mi sono ritrovata a pensare alla mia vita acquarese all'ombra delle mura delle nostre chiese... Ho avuto, infatti, l'opportunità di vivere vicino a tutte e due, ma la "chiesuleja" resterà per sempre nei miei ricordi di più...vuoi perché ci ho abitato più tempo, vuoi perché ero piccola...non so, ma avrà sempre un fascino particolare. Sappiamo tutti che è senza pretese e semplicissima, ma l'immagine di S. Liberata, che campeggiava sull'altare mi attraeva ogni volta che vi entravo. Mi faceva tenerezza quella bambina martirizzata per giunta con un chiodo in più di nostro Signore... S. Antonio, invece m' intimoriva un po', ma non so il perché. I ricordi più belli sono quelli silenziosi del sabato pomeriggio quando insieme ad altre amiche del vicinato, aiutavamo a pulirla. "Cummare Maria" ci diceva cosa fare e noi lo facevamo volentieri. Era emozionante salire sull'altare a pulire il tabernacolo con quella porticina misteriosa che nascondeva un grande mistero... I lunghi vasi venivano sistemati con molta cura e i pochi semplici fiori, misti a tanti rametti verdi, raccolti nell'orto del dottore Calcaterra, con la mano e l'occhio attento di "cummare Maria", non avevano nulla da invidiare alle odierne composizioni, anzi... Ricordo ogni minimo particolare di quel periodo, ma non volendo annoiare, mi limiterò a un sommario racconto... Spolverando gli antichi banchi al chiuso e in silenzio, ritornava l'eco sfuocata dei bambini che giocavano fuori per le strade ed allora, mi ritrovavo ad immaginare il passato, le tante preghiere sussurrate da antichi avi, le antiche omelie degli antichi parroci...le mani giunte e piene di calli dei nostri nonni che ascoltavano in muta rassegnazione magari senza capire granché...ed il latino, i canti dei "Fratelli"un po' più in su'... Un giorno, spolverando il quadro della "Madonna del Rosario", sentii una forte voglia di fare qualcosa di mio ed allora, visto che c'era una specie di mensola, preparai un centrino con una frangia per abbellirlo un po', visto che mi sembrava un po' spoglio... E la magia del presepe preparato sotto a "S. Giuseppe, pare ancora di sentire l'odore del muschio e della "morzida"... La bellezza della chiesetta raggiungeva il clou a Pasqua. Lì diventava protagonista indiscussa l'Addolorata vicino a Gesù morto. Ricordo che noi bambini passavamo quasi tutto il giorno là dentro visto che era aperta, ed avevamo rispetto per quello che si andava rivivendo avvicinandoci con devozione a baciare il fazzoletto di Maria o la mano di Gesù. C'è stato un periodo che venivano pellegrini da Ciano se non ricordo male... La veglia notturna, poi, era un tripudio di canti bellissimi seppur nella tristezza del momento... Oggi, molte chiese sono visitate come monumenti storici, con guide turistiche, ma non c'è più l'atmosfera di una volta... Siamo sempre più distratti e più affascinati dal materialismo superficiale senza pensare a queste piccolezze che magari ti segnano attimi preziosi...come si può dimenticare il giorno della prima comunione? Ricordo che siamo partiti dalla "chiesuleja" tutti composti ed emozionati, alla volta della matrice... E' silenziosa la nostra chiesetta di "chija vanda", ma se ci fermiamo ad ascoltarla, anch'essa ha tanto da raccontare.

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