"Aria di campagna" di Anna Maria Chiapparo

Ah, il silenzio! Lo stormire del vento, l'acqua del ruscello che scorreva lentamente. Il canto degli uccelli e il volo delle farfalle. Ricordi... Profumi di fiori selvatici che facevan danzare le api golose. L'azzurro del cielo che mi faceva perdere la testa. Correvo, correvo senza muovermi e, mi perdevo... Smarrita nei sogni cercavo nuovi orizzonti. Il verde mi cullava e m'ammaliava... Ma soffrivo. Soffrivo per quel che cercavo. Speravo e pregavo. Pregavo e crescevo. Crescevo rinchiusa in quel bozzolo fatto di natura che credevo di non amare... ma era il mio regno io la principessa di quel mondo incantato. E' rimasto lì. Ancora intatto e più selvaggio... Non ci sono più io a custodirlo... I rovi avran preso il sopravvento, ma son sicura che in fondo tutto e' come prima. Ci saran nidi d'uccelli e i nuovi girini, le farfalle coraggiose che mi venivan vicine, le api golose e le lucertole curiose. Ci saran le bisce  che mi facevano spaventare... I profumi dell'aria che non si possono scordare. Fanno parte di me e niente era artificiale. Non lo sai raccontare. Era lì il mio Dio. Lì gli potevo parlare. Quante volte l'ho sgridato... Ora, lontana, cerco quel mondo. Rivedo le violette e i ciclamini. I funghi curiosi che facevano capolino sotto le querce e tutto il resto che nelle pagine non ci può stare... Mi piacerebbe tornare. Solo per rivedere, ma forse, dopo, farebbe ancora più male. Forse sarebbe meglio dimenticare.

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