"La vecchia via" di Anna Maria Chiapparo

In mezzo alle cose "negative" della vita di paese, ce ne sono sicuramente altrettante piacevoli che rimarranno indelebili nel cuore per sempre... Tra questi, sicuramente, le vie dove siamo cresciuti. E' incredibile il fascino delle nostre vie che sembrano teatri all'aperto dove si mettono in scena i momenti più belli, più tristi e più corali della vita di chi vi abita. Io, molte cose della mia fanciullezza le ho dimenticate, non so il perché, ma so che sono da qualche parte nell'archivio della mente e sbucheranno fuori al momento opportuno...stasera, mi vengono in mente le sere d'estate della vecchia via F. Alemanni. Una via stretta, stretta, ma rumorosa, molti anni fa...ora, ormai disabitata. E' la via vicino alla nostra chiesetta e vicino all'antica ragioneria che ha "sfornato" tanti ragionieri. C'era un orto con un alto muro di pietre dove per la prima ed unica volta finora, in vita mia, ho visto le lucciole. Le giornate estive sembrano non finire mai, da piccoli, eppure, non saziano mai abbastanza. Fino a tardi giocavamo per i vicoli a nascondino inventando storie fantastiche e bisticci veri, ma che magari duravano il tempo di una notte. Ricordo con piacere le sere passate sotto la luce fioca del lampione assalito dai moscerini curiosi di ascoltare antichi racconti e nuovi pettegolezzi...quando la stanchezza o la noia ci assaliva, allora, anche noi bambini come i moscerini ci raccoglievamo intorno al nostro angolino ad ascoltare mentre inesorabile il tempo passava portando la notte e portando via i giorni trascinati negli anni sempre uguali. Mi rivedo ormai "grande" per i giochi, con l'uncinetto in mano fino a quando non bruciavano gli occhi, come a voler fare una gara con un invisibile antagonista...forse, perché a volte, nella mentalità ancora acerba di bambina, mi facevano piacere gli elogi delle vicine che cercavo di stupire con cose sempre nuove...senza accorgermi di essere stata inghiottita da quella mia voglia che diventava quasi una smania, sono cresciuta in silenzio e mettendo subito via i giochi da bambina... I momenti più belli di quella via resteranno sempre e comunque, i momenti condivisi aiutandoci a vicenda nei vari momenti dell'anno caratteristici come l'uccisione del maiale, che avveniva, appunto, per la strada, o la bollitura della salsa per l'inverno, la preparazione del sapone o la vendemmia. Era bello vedere in giro le botti sbucare accanto agli usci ad "imbonare", ma la cosa più bella era la cottura del mosto nelle grandi e lucenti caldaie di rame che spandeva nell'aria quel profumo inconfondibile ed unico che solo lì sembravano dare...e tutti i vicini a dar consigli in tutto e per tutto sapendo di tutti. Sembrava di vivere in una famiglia allargata su cui ci si poteva contare...ma, come nelle migliori famiglie, si finiva a volte , anche per litigare e la cosa triste e che non ci si parlava per molto tempo, anche anni, magari per fesserie ed incomprensioni. I momenti più brutti, quando veniva a mancare qualche vicino con cui si era condiviso fino ad allora...e, in quella via, sono venute meno molte persone troppo presto, ma anche questa è purtroppo una parte della grande recita che è la vita. Ci sarebbero tante cose da dire sulla mia via, tanti ricordi che portano tutti ad un solo nome: Acquaro, ma credo che la bellezza della vita sia proprio l'unicità: tutti abbiamo ricordi in comune e non, ma sono per tutti momenti rari e preziosi, perché sono personali, unici e a volte, anche se li racconti, non sai mai che effetto darai all'ascoltatore.

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